Disagio e rissa anche nella nostra Pavia

Non credo al Partito degli Onesti. Non credo che si possa costruire una forza politica efficiente richiamandosi esclusivamente a motivazioni estiche. Per questa via si può arrivare solo (ma non è poco) a fondamentalismi fanatici o a cocciuti istinti di classe o di razza, che possono sprigionare energie enormi, ma che prima o poi confliggono con l'esperienza della mutevole realtà quotidiana.BR I nobili ideali sono essenziali, insostituibili, a meno che non si accetti cinicamente di regolarsi secondo il più inverecondo immediato interesse. Ma di per sè non bastano, e anzi possono ridursi, in certe mani, a bandiere di comodo. In politica le scelte che contano sono quelle del quadro strategico generale in cui ci si colloca: ma non ci sono situazioni particolari, trincee in cui è meglio avere dalla tua parte un pregiudicato che mira giusto che un dabben uomo che inceppa l'arma.BR Nel Paese di Machiavelli non puoi muoverti con gli schemi di Calvino; il sistema capitalistico non si ispira a San Francesco, e la società civile, magari anche quella dell'ex Stato pontificio (o, per essere più prossimi all'attualità, del Vaticano), non è amministrabile solo con le pagine del Vangelo. Oggi come oggi la Chiesa è indubbiamente uno dei centri di potere più importanti del mondo, ma senza la sua bimillenaria accortezza nella dilomazia, avrebbe già dovuto soccombere al progresso scientifico o alla concorrenza di altre religioni meglio allineate allo spirito del tempo. Ed è in ragione di questa accortezza che nella presente campagna elettorale la Conferenza episcopale non delega la sua rappresentanza a questo o quel partito, come in passato alla Democrazia Cristiana, ma preferisce disseminare proprii seguaci in tutte le liste, in modo da poter intervenire da più parti per condizionare la vita pubblica, nelle istituzioni e nel Paese, con la sua onnipresenza. Per il resto, a Cesare quel che è di Cesare: ogni partito si regoli come crede. E si arrangi Veltroni, con i più spericolati funambolismi, a far convivere una Bonino con una Binetti!BR Ma lasciamo gli orizzonti nazionali e veniamo alle più modeste attualità locali. A Pavia c'è un diffuso disagio, e parecchia tendenza alla rissa, a causa del labirinto amministrativo che si è formato in Comune. Non ho conoscenza diretta dei particolari, e posso anche cadere in grossolani abbagli. Ma è un fatto che divampa in mille modi e con ogni pretesto una guerra di tutti contro tutti. Il contenzioso più recente è quello intorno al caso Giurato. In piazza della Vittoria si sono raccolte firme che rivendicano il suo buon nome e i suoi diritti, su iniziativa di Forza Italia e del circolo Pasolini. Peraltro, pur affermando in contemporanea le stesse cose, i tavoli erano diversi e si ignoravano a vicenda. Diversi erano infatti gli umori dei sottoscritti: uno come me, per esempio, la firma che mette al circolo Pasolini non la metterebbe al partito di Berlusconi; e non per capriccio, ma perchè c'è una sostanza politica e morale diversa.BR E come ne usciamo? La vertenza è in mano alla magistratura, che è già lenta di suo, e condizionata da meccanismi legali che consentono a ogni Azzeccagarbugli una quantità di ricorsi e di stiracchiamenti vari, fino - alla peggio - al limite della prescrizione. Non si può attendere all'infinito, il Comune non è un bar con licenza di aprire e chiudere quando crede, e in cui entra chiunque a suo piacere. Bisogna decidere, e quindi lasciarsi coinvolgere. Questa è la politica: che si svolge secondo la propria logica, che espone a dare e ricevere sberle leali e colpi bassi. Perchè gli attori, pur presentandosi tutti come integerrimi alfieri della libertà, della famiglia, della religione, dell'ordine e della legge (la loro), sono in realtà campioni, ciascuno, di se stesso. E, come scrive Benvenuto Cellini, «li colpi non si danno a patti»; e la partita non si svolge in un lindo campo sportivo, ma in una boscaglia con lupi e serpenti.BR bGiorgio Piovano /bPavia BR BR Zinasco e bioetanoloBR Un progetto sbagliatoBR BR Lo scorso 20 marzo si è tenuto a Zinasco un incontro pubblico per illustrare le caratteristiche dell'impianto per la produzione di etanolo che dovrebbe sorgere nel territorio di questo Comune.BR Recentemente si è aperto a livello internazionale un dibattito che potrebbe indurre l'Unione Europea a rivedere le sue scelte in materia di incentivazione dei biocombustibili. Non pochi sostengono che il futuro dei biocombustibili stia nella possibilità di trasformare gli scarti vegetali della produzione agricola, piuttosto che il prodotto stesso. Durante l'incontro è emerso come Regione, Provincia e Italia Zuccheri non si pongano il problema se sia etico e conveniente produrre biocombustibili da prodotti agricoli di norma finalizzati - direttamente o indirettamente - alla produzione di alimenti: ciò che interessa è che si usufruisca dei copiosi incentivi che l'Unione Europea mette a disposizione.BR Chi poi si attendeva qualche dato sull'impianto è rimasto deluso. Ai tecnici di Italia Zuccheri sono state rivolte, nel corso dell'assemblea, le seguenti domande:BR 1) Qual è la distanza media che la materia prima percorrerà per arrivare al luogo di trasformazione finale? 2) Quanta parte di mais e quanta parte di sorgo si intende impiegare? 3) Si intende fare ricorso anche a materia prima proveniente dall'estero? 4) Quanta parte di materia prima si prevede di movimentare via treno e quanta via gomma?BR A nessuna di esse è stata data risposta, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del pubblico. Se lo scopo dell'assemblea doveva essere quello di fornire ai cittadini informazioni certe in merito al progetto, non si vede per quale ragione i tecnici si siano rifiutati di rispondere a quesiti volti a permettere un'adeguata comprensione del medesimo.BR L'ingegnere di Italia Zuccheri si è limitato ad ammettere che: «Nei primi anni il mais non proverrà dal territorio limitrofo». Un dato, questo, non privo di implicazioni sotto il profilo economico ed energetico. La valutazione della congruità di un progetto, infatti, deve tener conto dei costi energetici relativi al trasporto della materia prima, alla sua trasformazione, raffinazione, distillazione e successiva distribuzione. Tutte attività che consumano combustibili fossili.BR Se poi la materia prima dovesse essere importata dall'estero, potrebbe configurarsi l'eventualità che un litro di etanolo richieda, per la sua produzione, più energia di quella che è in grado di fornire.BR Lo scienziato statunitense David Pimentel (Cornell University, New York) ha scritto: «Chiaramente, senza i sussidi federali e quelli governativi (...) la produzione di etanolo si ridurrebbe drammaticamente o cesserebbe del tutto; questo a conferma del puro e semplice fatto che la produzione di etanolo è antieconomica (National Center for Policy Analysis, 2002)».BR Come conciliare, infine, la possibile presenza di due impianti simili che attingono al medesimo bacino agricolo, uno a Zinasco e uno a Tortona? Anche questo quesito è rimasto senza risposta.BR bPietro Ferrari /bZinasco Nuovo BR Bilancio, ecco come sonoBR i conti di «Varzi Viva»BR BR In merito all'articolo dal titolo: «Varzi Viva. Ecco i conti del gruppo», pubblicato sulla «Provincia Pavese» di venerdi 21 marzo, ho riscontrato alcune imprecisioni relative ai contributi ricevuti nell'esercizio 2007. Derivandone per Varzi Viva un'immagine di ingratitudine nei confronti di alcuni degli elargitori dei contributi, sarei grato se si pubblicasse la seguente precisazione.BR Nel corso dell'esercizio 2007 Varzi Viva ha ricevuto dalla Comunità Montana dell'Oltrepo Pavese mille euro a titolo di contributo per la stampa del calendario 2006 di Varzi Viva. Dal Comune di Varzi ha ricevuto un contributo di 3.500 euro per compartecipazione alla manifestazione «Primo Premio Pina Carmmirelli» ed un contributo di 600 euro per compartecipazione alle spese di affitto locali sede deell'Ufficio di Varzi Viva.BR Il disguido nasce probabilmente dal fatto che alcuni contributi si riferiscono ad attività svolte negli anni precedenti ed erogati negli anni successivi; quindi, vengono poi acquisiti come sopravvenienze attive.BR Ringrazio anticipatamente per la cortese pubblicazione, mentre ci scusiamo con gli interessati.BR bAntonio Di Tomaso /bpresidente di Varzi Viva BR BR Pavia, mancano sempreBR le aree verdi per i caniBR BR Nonostante tutte le richieste e le proteste per la mancanza di aree verdi per i cani nella città di Pavia, il Comune ha ancora voglia di prenderci in giro. Sono state presentate tempo fa quasi un migliaio di firme raccolte per richiedere queste aree verdi per cani, e ci sono state diverse proteste, ma nessuno se ne è preoccupato.BR Ho letto per caso sul sito del Comune di Pavia che esiste «... un regolamento comunale che prevede la destinazione di spazi destinati ai cani nei quali i cani possono correre e giocare liberamente senza guinzaglio sotto la vigile responsabilitù degli accompagnatori...». Dall'aprile 2006 quindi il «Comune provvederà a stabilire le modalità di utilizzo». Siamo a marzo del 2008 e il Comune ha mai provveduto e emanare dei regolamenti per queste aree? No, semplicemente perchè aree di questo tipo non esistono.BR L'articolo specifica: «Attualmente le aree sono: Zona Ticinello, Zona Confluente, Baia del Re». Le aree indicate non rispondono assolutamente alle caratteristiche che loro stessi indicano nell'articolo:BR 1) Non sono assolutamente attrezzate: non esistono cestini per i rifiuti o nessun altro genere di «attrezzatura».BR 2) Non sono delimitati da nulla: è assolutamente necessaria e indispensabile invece una recinzione in particolare per la Zona Ticinello che è in prossimità di una strada con parcheggio.BR 3) Gli unici cartelli che individuano la zona (molto vagamente) riportano la dicitura che i cani devono avere la museruola: in nessuna area destinata ai cani di nessun'altra città (vedi la vicina Milano) devono portare la museruola.BR 4) Non essendo poi delimitate da recinzioni, le suddette zone sono frequentatissime da moltissime persone a cui i cani danno fastidio: ragazzi che prendono il sole, nonni con bambini che hanno paura se il cane si avvicina, altre persone che hanno paura solo a vedere un cane, extracomunitari che allestiscono banchetti: se fosse veramente destinata ai cani, le persone che non gradiscono la presenza dei cani potrebbero evitare di accedervi.BR 5) L'autofinanziamento dei costi di gestione e manutenzione delle aree potrebbe anche essere accettabile, ma ricordiamoci che in qualsiasi altra città dotata di queste aree (vedasi sempre Milano) non esiste proprio alcun costo per gli utenti: sono semplicemente aree delimitate da recinzioni, dotate di cestini per i rifiuti, dotate di distributori per la fornitura gratuita di sacchettini per la raccolta delle deiezioni, dotate di alberi per avere zone d'ombra per gli animali e per gli accompagnatori, dotate di panchine e alcune dotate addirittura di abbeveratoi per i cani e sono assolutamente gratuite e chiunque con un cane può accedervi, anche non residenti.BR 6) In molte città italiane i predetti distributori di pacchettini sono addirittura presenti in zone pedonali proprio per invogliare i proprietari alla raccolta, mentre invece a Pavia si pensa solo a multare.BR bPaola T. /bComitato veri amici dei cani Pavia