Una stanca campagna fatta di cene e incontri
b PAVIA./bb Daniele Bosone (candidato Pd), messa la parola fine a uno dei tanti interventi che la campagna elettorale gli sta chiedendo, si dice soddisfatto. Dice di aver scoperto «qualcosa di nuovo girando il territorio». Giancarlo Abelli, raduna duecento persone al collegio Cardano e parla di sicurezza: tuona parole di fuoco contro «gli immigrati delinquenti» e ottiene applausi. La Lega sceglie di 'esibirsi" in una no- stop di comizi in piazza. Faticosissima. Ma nella mente di tutti c'è un timore: che questa campagna elettorale con candidati 'preconfezionati" regali voti al nemico.BR /b E' quasi offeso bAngelo Zucchi/b, per la seconda volta candidato alla Camera, prima con i Ds, ora con il Pd. «Non è vero che questa è una campagna elettorale sotto tono - precisa a denti stretti -. Stiamo girando quasi tutti i Comuni della provincia, portiamo nomi di richiamo in piazza». Zucchi fa diversi esempi: bDario Franceschini/b, in arrivo il 1º aprile, bAntonello Soro/b, atteso per il 10 aprile a Mortara, per non parlare di Veltroni, Treu e Ichino, che sono già stati in provincia.BR I sostenitori di bWalter Veltroni/b hanno scelto la mensa del Cravino per autofinanziarsi: la maxi cena di venerdi sera ha richiamato circa 200 persone, «molti nuovi simpatizzanti», precisa Zucchi. Hanno mangiato e ascoltato interventi, visto i volti di candidati che non potranno scegliere.BR «Dare un voto a un partito, anche senza preferenze, non è cosa da poco - ribatte con un rigurgito di orgoglio bDaniele Bosone/b, 6º nella lista Pd per il Senato, reduce da Mantova dove ha parlato di sanità, materia su cui va forte -. Ho l'impressione che se c'è qualcuno che sta facendo una campagna sotto tono, questo sia il centrodestra». L'imperativo di Bosone, ma anche di chi sta dall'altra parte, è «combattere l'astensionismo». Che ha volti e nomi diversi: perchè per i veltroniani pavesi ha i tratti somatici di chi vuole ribellarsi all'accozzaglia di umori politici che hanno caratterizzato il governo Prodi; per i berlusconiani invece è impersonato dallo striciante e subdolo gioco dei personalismi.BR Ieri bGiancarlo Abelli/b, candidato Pdl numero 3 alla Camera, ha mostrato i muscoli. Assessori, consiglieri comunali e provinciali, oltre a segretari ossequiosi, l'hanno applaudito al Cardano: ha parlato di sicurezza (insieme al professor Fabrizio Cristalli dell'Università Cattolica di milano); ha rilanciato la promessa di «10mila poliziotti-carabinieri di quartiere in tutta Italia». Ma in realtà si sono contati i voti. Peccato però che in quella platea ci fosse anche un grande timore, ben distribuito tra sostenitori delle ex Forza Italia e An. Il timore cioè che alcune candidature pavesi preconfezionate non piacciano a tutti. E che dunque un quantitativo non definibile di voti passi alla Lega, «per antonomasia raccoglitore di proteste vaganti».BR «Meglio questo dell'astensionismo - commenta bCarlo Nola/b, candidato Pdl (An) in 8ª posizione per la Camera-Lombardia 3 -. Siccome si sta allargando l'area del non voto potrebbe guadagnarci la Lgea. Credo che ciò sia frutto di una strategia della sinistra: è in crisi e sta cercando di ridare fiato all'anti-politica. Ma questa strategia non funzionerà. Sta funzionando un poco, invece, il tentativo di addormentare la campagna elettorale».BR Abelli sta cercando di coinvolgere il 'suo" popolo, ma alcuni lo guardano di sbieco. La prossima settimana parlerà di welfare. Ha programmato una nuova uscita: la moglie bRosanna Gariboldi/b, assessore provinciale pronta a seguirlo a Roma, sarà in prima fila (come ieri), e c'è da giurarci che ad applaudire con fervore ci sarà anche il presidente della Provincia bVittorio Poma/b. Ma Abelli ha anche un popolo contro. Che guarda ad altri orizzonti.BR bMarco Bellaviti/b, nelle superate vesti di segretario provinciale di Forza Italia, cerca di frenare il moltiplicarsi di insinuazioni. «Abbiamo un'agenda intensa, l'impressione è di una grande risposta della gente alle nostre manifestazioni - assicura -. Schieriamo come capolista Abelli, che nel nostro territorio ha la massima rappresentanza».BR L'eco non arriva a bGiovanni Azzaretti/b, che a chi gli chiede come si comporterà in cabina elettorale risponde: «Vedremo cosa fare». Parla al plurale, pensa a suo Oltrepo, terra in cui la campagna elettorale ha ritmi diversi. Ma questa è un'altra storia.BR