Arretrati al San Matteo, toccherà ai dirigenti decidere
b PAVIA./b La palla rimbalza ora sui dirigenti. Toccherà a loro 'giustificare" il pagamento degli arretrati per i circa 80 dipendenti del San Matteo. Elenco alla mano, spulciando nome per nome, i dirigenti dovranno dichiarare se i dipendenti in questione hanno svolto funzioni superiori all'incarico prima ancora di passare il concorso. Sdoganando, in sostanza, la retroattività almeno economica (e non quella giuridica). E' la soluzione individuata dal collegio sindacale, gli ex revisori dei conti, del policlinico che l'altra mattina si è riunito per sbrogliare la matassa degli arretrati. Soldi previsti dal contratto integrativo sottoscritto dalle parti e, dunque, per le organizzazioni sindacali «più che valido». Ma sulla questione si è alzato un gran polverone. Un pasticcio di soldi annunciati, in parte anche inseriti in busta paga, ma poi contestati. Tanto che il fascicolo è stato anche spedito alla Corte dei Conti che dovrà dire se vi è stato danno patrimoniale per l'ente. Una mannaia per chi ha già intascato gli arretrati e che rischia di doverli restituire. Ma non stanno meglio quelli che ancora li aspettano. Circa 3mila euro in più sullo stipendio. Ora i revisori, confermando parzialmente quanto avevano già detto nel 2005, sostengono che la copertura finanziaria esiste (da ricercare nelle pieghe del bilancio ancora aperto) ma girano ai dirigenti dei settori l'onere di assumersi la responsabilità della decisione. E quindi anche assumersi il rischio di pagare in solido, come dice la legge, qualora l'utilizzo del personale sia stato all'epoca improprio. (m.g.p.)BR