L'Inter si aggrappa a Vieira

bAPPIANO GENTILE (Co)./bb Nel 2008 di Mancini i problemi non finiscono mai. Vieira è in forse, Cambiasso fuori del tutto per la partita di stasera contro la Lazio: i due centrocampisti vanno ad aggiungersi alla lunga lista che comprende gli ormai cronici Cordoba, Samuel, Dacourt, più Cesar e Figo ancora fermi ai box ma in fase di recupero. «Paghiamo le assenze che in continuazione ogni domenica vengono fuori - sottolinea Roberto Mancini alla vigilia - perdere giocatori importanti e non avere ricambi continui crea delle difficoltà. A noi sono capitate cose straordinarie, questo è un motivo in più per vincere questo scudetto». Solo i tre punti (a prescindere da quello che farà la Roma a Cagliari qualche ora prima) consentiranno all'ambiente nerazzurro di allentare le pressioni, di ridare fiducia nei propri mezzi ad una squadra dove le crepe cominciano a sembrare evidenti.BR /b Del resto la Lazio è in ottime condizioni di forma e per batterla all'Inter servirà di ritrovare una prestazione di livello: «La Lazio - afferma Mancini - gioca bene ed è tranquilla. Per vincere servirà una prestazione da squadra vera. E io voglio tre punti giocando bene oppure giocando male non mi importa come». L'Inter per sua fortuna potrà contare su Ibrahimovic: «Dopo aver fatto una visita di controllo in Svezia è tornato rinfrancato ed è già tre giorni che lavora molto bene, sono certo che sarà fondamentale» dice l'allenatore dell'Inter. In attacco quindi Ibra partirà dal primo minuto probabilmente in coppia con Crespo, considerato che Cruz è squalificato. A metà campo, senza Cambiasso, Mancini è orientato a trasferire Stankovic davanti alla difesa: «Dejan non è al top - ha detto Mancini - ma in questo momento ci basta anche uno Stankovic un poco sotto il suo livello migliore». La formazione in ogni caso non è ancora fatta. Mancini ha detto che Vieira è out, ma il francese nell'ultima sgambata ha avuto buone sensazioni. Lui spera sempre di poter scendere in campo con l'arretramento di Chivu in difesa. A centrocampo Zanetti aiuterà Stankovic e uno tra Chivu e Vieira, mentre alle spalle degli attaccanti Jimenez dovrà difendersi fino all'ultimo dall'attacco di Maniche. Il portoghese dopo la buona prestazione contro la Juventus potrebbe essere la sorpresa della partita. A Roma comunque l'Inter uno scudetto lo ha già perso in modo rocambolesco contro la Lazio. E le voci che vorrebbero i biancazzurri arrendevoli per non rischiare di favorire la Roma (si diceva esattamente cosi anche il 5 maggio del 2002) non piacciono per nulla a Mancini secondo il quale «non esiste giocatore che entri in campo per non vincere». Cosi ammonisce i suoi e, dopo aver incassato una difesa forte dal suo presidente, vuole ricambiare: «Certamente mi fa piacere, anche se per me direttamente non ce n'era bisogno, noi ci eravamo già chiariti. So benissimo che cosa ci aspetta, ci restano otto gare e siamo in condizione di vincerle tutte, sicuramente finiremo in testa alla classifica. Ho sempre detto che sarebbe stato un torneo da giocare sino all'ultimo turno anche quando eravamo avanti con più punti». E, per quanto riguarda la buona sorte delle decisioni arbitrali a favore, ormai decisamente girate Mancini è pragmatico: «Cosi nessuno potrà lamentarsi».BR