Calabria, affari nel turismo dietro la guerra di cosche

b CROTONE. /bbL'azione delle cosche crotonesi nei confronti degli operatori economici è asfissiante, quanto la capacità di penetrazione nelle amministrazioni locali, per assicurarsi il controllo delle attività edilizie, dell'urbanistica, delle attività commerciali e imprenditoriali: su questa base si sviluppa l'analisi degli investigatori per cercare di capire cosa stia succedendo nelle cosche del comprensorio.BR /b Gli ultimi tre omicidi, tra Papanice e Isola Capo Rizzuto, sono legati dal filo di un contrasto tra i principali gruppi criminali della zona, che stanno ridisegnando alleanze ed accentuano anche i contrasti all'interno delle singole cosche locali, appunto i 'locali" di 'ndrangheta come vengono chiamati. Ne è un segno quanto è accaduto, ad esempio, nella cosca Megna, dove la famiglia Russelli si è distaccata diventando autonoma ed avvicinandosi ad altre consorterie di Isola e di Cutro, assai più importanti. Gli omicidi Megna e Cavallo hanno questa spiegazione mentre l'omicidio di giovedi di Capicchiano segnala come la guerra (tutt'altro che una faida dal sapore antico, fanno notare gli inquirenti) si estenda ormai ai gruppi criminali collegati e di maggiore spessore, come gli Arena ed i Nicoscia. In questo quadro - nota l'Antimafia - si collocano gli attentati e le intimidazioni a rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali; come sono da ricondursi verosimilmente ad attività estorsive, di controllo e condizionamento del tessuto produttivo, gli incendi agli stabilimenti Eta-Fuelco di Cutro e Biomasse Spa di Crotone e di Strongoli. Uno dei punti centrali - individuato dalla stessa relazione dell'Antimafia - è il progetto 'Europaradiso", che prevedeva la realizzazione in località Paglianiti di Crotone del più grande complesso residenziale turistico del Mezzogiorno, su un'area di 1.200 ettari di macchia mediterranea vicino al mare. Questo progetto - bloccato dopo un deciso intervento contrario della Giunta Regionale calabrese - «parrebbe - scrive la relazione dell'Antimafia - aver stimolato l'interesse delle famiglie crotonesi». Al momento sul Progetto Europaradiso è stato apposto il 'veto" da parte della Regione Calabria, poichè l'insediamento include la foce del fiume Neto, indicata come oasi naturale ed inserita in una zona a protezione speciale con un vincolo di tutela comunitario imposto dall'Unione Europea e recepito anche in ambito nazionale.BR