Aifo, anche da Pavia si può aiutare chi soffre in Africa e America Latina
b PAVIA./b Raoul Follerau era uno scrittore e poeta francese di inizio ‘900 che andò in Africa per conto di un giornale e, una volta scoperta l'enorme diffusione della lebbra in quei territori, decise di impegnare la sua vita per la cura e il reiserimento dei lebbrosi nella società. Nel 1961 in Italia nacque, per portare aventi il suo eccezionale operato, l'Aifo che arrivò a Pavia negli anni '80.BR L'attività dell'associazione consiste sostanzialmente nella raccolta fondi da destinare ai progetti che Aifo ha in Africa, Asia e America Latina.BR Gli scopi dei progetti consistono prevalentemente nel reperimento di nuovi casi di malattia al fine di prenderli in tempo e curarli, nella riabilitazione su base comunitaria, cioè il reinserimento dei malati nella società in seguito alla malattia e nel formare personale locale per la cura della malattia.BR Il gruppo Aifo di Pavia partecipa a parecchi progetti nazionali portando il suo contributo: «L'ultimo progetto portato a termine - racconta Simonetta Simoni - è stato in occasione della Giornata mondiale dei malati di lebbra, l'ultima domenica di gennaio. Aiutati da un gruppo di scout abbiamo venduto in piazza della Vittoria e davanti ad alcune chiese di pavia e dintorni vasetti di miele, il cui ricavato è andato interamente al nostro progetto in Brasile, che è il secondo paese nel mondo per diffusione della Lebbra».BR Da quest'azione il gruppo ha ricavato 4.154 euro che sono stati mandati alla sede centrale di Bologna e poi in Brasile.BR Ogni anno, durante la giornata, vengono a portare la propria testimonianza delle persone che vivono nei posti dove l'Aifo ha progetti attivi e lavorano per questi progetti: «Sono tutti abitanti autoctoni - continua la responsabile - perché sono solo due i volontari Aifo espatriati. Per il resto l'obbiettivo è proprio quello di formare personale del posto».BR La prossima campagna a cui parteciperà il gruppo pavese è intitolata «Restituire l'infanzia» e consiste nella vendita di kit di penne Aifo per ricavare fondi: «Spero di riuscire ad organizzarlo - dice ancora Simoni - per la prima o la seconda domenica di maggio a seconda della disponibilità degli scout che ci danno una mano. I fondi saranno destinati ai bambini malati di Lebbra o figli di malati, per aiutarli a guarire o a essere reinseriti nella loro società. Purtroppo i popoli poveri tendono a estromettere le persone che si ammalano, i loro parenti o chi è stato malato».BR L'Aifo organizza ogni anno anche delle iniziative a livello nazionale a cui però partecipano i volontari da tutta Italia: «Ogni due anni l'associazione organizza un convegno nazionale a Roma - prosegue la responsabile - a cui partecipano persone da tutto il mondo, che l'anno scorso è stato fatto a dicembre e a cui ho partecipato».BR Il Campo famiglie Aifo è un 'altra iniziativa ricorrente: si tratta di una settimana a lugio a cui possono partecipare i volontari con le proprie famiglie ma anche chi non è socio.BR Ogni anno la meta varia, quest'anno verrà organizzata, dal 19 al 27 luglio, una settimana a La Bagnu, in Sadegna, durante la quale si sceglierà un tema e si parlerà insieme di cooperazione nazionale e internazionale e si faranno numerose escursioni.BR Ogni anno, inoltre, dei volontari Aifo accompagnano chiunque sia interessato in viaggi di conoscenza nei luoghi dove vengono svolti i progetti.BR Il gruppo pavese dell'associazione è in cerca di nuovi soci mossi dalla voglia di fare, la quota associativa è di 20 euro e dà diritto all'abbonamento alla rivista Aifo mensile.BR bGiulia Cimpanelli BR Associazione:/b Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follerau)BR bIndirizzo sede:/b viale Vittorio Emanuele II 5BR bIndirizzo e mail:/b aifoinfo@gmail.comBR bResponsabile:/b Simonetta SimoniBR bAnno di nascita:/b 1985BR bNumero di soci:/b 33BR