Critelli, quando l'arbitro è di famiglia

bMORTARA. /b«Da grande voglio fare il calciatore». Se si dovesse fare una statistica delle frasi più ripetute dai bambini italiani, questa sarebbe senza dubbio tra le prime. Alessandro Critelli probabilmente non l'ha mai pronunciata, perché lui, che oggi ha 18 anni e studia per diventare cuoco, da grande avrebbe voluto fare l'arbitro, proprio come suo padre Francesco. «Ho cominciato il corso da arbitro - racconta Alessandro - subito dopo aver compiuto 15 anni. Oggi arbitro fino agli allievi regionali». Il padre Francesco, impiegato postale, arbitra dal 1981, mentre lo zio Romano lo fa da 15 anni: in pratica la famiglia Critelli è una stirpe di arbitri. Ma perché papà Critelli ha scelto di diventare una giacchetta nera? «Non so il perché - dice Francesco - è come innamorarsi di una donna». Il suo innamoramento ha come teatro i campi dilettantistici, ma arriva fino in serie A, dove fa da assistente a Paparesta. Con il passare degli anni Francesco Critelli, che lavora in posta, diventa presidente della sezione di Mortara e trasmette la propria passione al figlio Alessandro. «I primi tempi - racconta - lo facevo entrare con me negli spogliatoi, per spiegargli come si faceva la «chiamata». Gli ho consigliato di essere sicuro e gli ho detto che se in campo vede una cosa in un certo modo non deve ascoltare gli altri, ma fare quello che si sente». Il ragazzo segue bene le indicazioni del padre e due anni fa è anche andato in Inghilterra per fare uno stage. «Io l'accompagno ancora adesso - dice Francesco Critelli - e giudico quello che fa. E' un ragazzo che sa ragionare da solo. Sa che la prima cosa che deve avere un arbitro è la sicurezza, perché è solo contro 22 persone. Tutti quelli che credono in questo ruolo devono farlo con convinzione».BR Con il passare degli anni il ruolo di giacchetta nera è diventato meno facile da vivere. «Alla domenica sera - dice Francesco Critelli - tutti guardano cosa ha fatto l'arbitro e la moviola è pronta a metterlo sotto accusa, molto di più di quanto si faccia con i giocatori che sono pagati fior di soldi. A volte la moviola non stabilisce quale sia la verità, come si può pretendere che lo faccia un uomo in pochi centesimi di secondo?»BR bAndrea Ballone /b