Uccide il rapinatore: «Sono distrutto»
b BRESCIA. /bbA Bagnolo Mella, nella Bassa bresciana, lo conoscevano tutti e lo chiamavano 'quello dei 50 euro". Nel senso che Mauro Sardi, 43 anni, un passato da tossicodipendente, chiedeva a tutti 50 euro per poterli giocare, subito dopo, al videopoker. Negli ultimi tempi, però, non aveva più trovato nessuno disposto a dargli credito e, armato di un taglierino, si era messo a fare rapine. Nella notte fra domenica e lunedi ha tentato l'ennesimo colpo.BR /b Nella notte fra domenica e lunedi ha tentato l'ennesimo colpo. Ha scavalcato un cancello, ha suonato un campanello e, quando gli hanno aperto, ha tentato il colpo mostrando il taglierino. Gli è andata male. Ne è nata una colluttazione, sono partiti tre colpi e il rapinatore è morto dopo pochi minuti perchè un proiettile gli ha trapassato l'addome. Adesso, chi l'ha ucciso si dice «distrutto per aver ucciso». La rapina sarebbe dovuta servire ad alimentare la voglia irrefrenabile di un'altra partita al videopoker. Mauro Sardi abitava a poche centinaia di metri da dove è stato ucciso. E' stato raggiunto da un proiettile di pistola calibro 38 special, sparato da Carlo Lanzani, 74 anni, laureato in farmacia, titolare di un'azienda farmaceutica situata nei pressi della sua abitazione di via della Memoria. E' li che, poco prima della mezzanotte fra domenica e lunedi, si è verificata la tragedia. Sardi aveva da tempo un rapporto tormentato con la giustizia. Dal fascicolo dei carabinieri della compagnia di Verolanuova sono spuntate truffe e ricettazioni e la permanenza in una comunità di recupero per tossicodipenti. Una persona descritta da chiunque come non violenta, ma perennemente alla ricerca di denaro. I carabinieri, non molto tempo fa, a Ghedi, un paese vicino, erano stati chiamati da un uomo che chiedeva la restituzione di 50 euro prestati a Sardi. «Anch'io - racconta Noris A., ottant'anni - gli ho dato 50 euro e non li ho più rivisti. Si è presentato a casa mia quando mio marito era ancora vivo. Ci ha chiesto il denaro, lasciandoci la carta d'identità per rassicurarci sulla restituzione del denaro. Ma non abbiamo più visto un soldo e, anzi, poi si è ripresentato a chiedere la carta d'identità e altri 50 euro. Allora ho chiamato sua madre, che conosco da sempre e le ho raccontato tutto. Lei mi ha detto che non avrei dovuto dargli niente». Ultimamente, però, Sardi dalle richieste di soldi, era passato alle rapine. Solo tre giorni fa è entrato nella casa di un anziano sessantasettenne. «Erano le 11,30 - racconta Guerrino Larissa - e ho aperto perché mi sembrava mio figlio. Mi sono trovato davanti una persona con una berretta calata sul viso, bucata all'altezza degli occhi. Mi ha fatto sdraiare ed è scappato dopo aver preso 150 euro, il cellulare e due anelli». Per gli investigatori, nessun dubbio che sia stato Sardi. E alla «Casa del popolo», a poche centinaia di metri da via della Memoria, ammettono che nei videopoker Sardi spendeva 500 euro a settimana. Una passione devastante che l'ha spinto a mostrare il taglierino a Carlo Lanzani, dopo aver scavalcato la rete di recinzione, bussato al portone e suonato il campanello.BR