Vicenda dell'Uspidali, richiesto un consiglio aperto
b VALENZA./b Affollato incontro l'altra sera al centro polifunzionale San Rocco sulla vicenda dell'Uspidali, con 23 precari che rischiano di non vedere rinnovato il contratto di lavoro, o, in alternativa, di essere spostati alle cooperative, con diminuzione di stipendio. La sala era gremita non solo dai dipendenti della casa di riposo, ma anche da tanti valenzani. Presenti anche i consiglieri di minoranza Giuseppe Botta e Paolo Soban, e il consigliere di maggioranza Mauro Milano. «E' importante sottolineare che questa lotta è stata decisa e avviata dai lavoratori stessi - ha affermato Salvatore dei Cub - e solo i lavoratori possono decidere. Chi non vuole andare in cooperativa è perché sa già cosa vuole dire. Per rispondere alle parole del sindaco Raselli, voglio dire che non si risolvono i problemi della città aprendo nuovi supermercati». Luigi Casali, coordinatore regionale del Piemonte per i Cub, rincara la dose: «Credo sia immorale cercare di mettere contro stabili e precari. Non solo invitiamo la cittadinanza a fare quadrato ma addirittura chiediamo che il prossimo consiglio comunale del 26 marzo, data in cui è stata rinviata la discussione del bilancio dell'Uspidali, sia un consiglio comunale aperto: questo almeno ci deve l'amministrazione comunale».BR Cosi Gino Maurizio Santapà, portavoce della Destra a Valenza: «Dicono che l'ospedalino è un problema? Gli anziani, nelle società civili, non sono un problema ma una risorsa. Dobbiamo registrare la totale assenza della minoranza, che in consiglio non ha espresso neanche un emendamento. Costringere la maggioranza al voto sui precari significava costringerli ad una responsabilità politica ma sembra che tutto sia deciso».BR Più ottimista Gianna Dondo della Cgil: «Le correzioni di bilancio si possono fare e si fanno; è necessario trovare soluzioni al bilancio che permettano di mantenere le strutture pubbliche e stabilizzare i precari». Anche Massimo Barbadoro del PdCI è per la concertazione: «Bisogna impegnarci a risolvere il problema e non scatenare una guerra tra poveri. Apriamo un tavolo congiunto tra sindacati e pubblica amministrazione». «Una strada attuabile qui e ora - ha affermato Liviano Bellini, responsabile del Movimento civico Ambientalista - è la creazione di una società a maggioranza pubblica che si faccia carico della struttura. E' stato fatto in altre città, a Novi, per esempio, e può funzionare».BR Roberto, lavoratore in cooperativa agricola, interviene col cuore, raccontando la sua esperienza e invitando i lavoratori a non mollare ma a combattere per i propri diritti. La tensione sale, comunque, nell'attesa del 26 marzo, data in cui si avrà un primo indizio della volontà dell'amministrazione. Fino ad allora, purtroppo, i lavoratori staranno con il fiato sospeso.BR bEmilio Mocchi /b