Lo Staffora in formato pattumiera
b RIVANAZZANO./b Voghera come la Campania, lo Staffora come le vie di Napoli. Mentre i tavoli politici discutono di «greenway», di percorsi ciclopedonali e di valorizzazione turistica, chi per studio o per passione ama passeggiare lungo l'alveo del torrente simbolo dell'Oltrepo scopre discariche. Tra Voghera, Rivanazzano e Retorbido il professor Pietro Cavagna, docente e ricercatore dell'istituto tecnico agrario Gallini, ha trovato rifiuti di ogni genere.BR Una montagna d'immondizia scaricata, come se nulla fosse, nell'area di rispetto del torrente. Mentre Regione e Provincia organizzano la nuova edizione della «Giornata del verde pulito», chiamando a raccolta scuole e società civile, viene da chiedersi cosa si faccia sull'altro fronte per punire la «società incivile», ovvero quei pochi (o anche qualcuno in più...) che trovano più comodo usare la natura come una pattumiera a cielo aperto. A parlare è uno scempio ambientale senza precedenti, li da vedere, cresciuto a causa di qualche leggerezza nei controlli dettata, forse, dalla carenza di uomini e mezzi a disposizione degli organismi preposti. Ma l'occhio non mente. In Staffora ci sono variopinti bidoni con residui di chissà quali materiali e poi ancora frigoriferi, tubi, mobili semi distrutti. La discarica abusiva, fortunatamente di dimensioni contenute, è a due passi dalla pista dell'aeroporto di Voghera-Rivanazzano. «La cartolina che offriamo a chi atterra non è certo delle più incoraggianti - dice il professor Cavagna - Attorno alla zona inquinata qualcuno ha pensato bene di mettere del nastro colorato, ma forse servirebbe un piccolo sforzo in più».BR Già, perché osservando dall'alto la zona di stoccaggio di tutti quei rifiuti si nota come l'immondizia giaccia (probabilmente da tempo) a pochi metri dal letto del torrente. «Non è la prima volta che troviamo rifiuti lungo lo Staffora. Anni fa - racconta Cavagna -, nel corso di un monitoraggio, ci siamo imbattuti in una discarica più piccola a poca distanza da via Morato. Li s'intervenne costruendo un muretto di terra per impedire che quei sacchetti finissero nel torrente». Non si capisce comunque, anche in questo caso, perché non si possa osare di più. Di opere di bonifica complessiva, magari intercomunale, neanche l'ombra. E allora inutile indignarsi per quanto accade a Napoli: «Certe cartoline dell'Oltrepo ci ricordano che solo chi è senza peccato può scagliare la pietra... e forse qualche peccatuccio l'abbiamo commesso anche noi». Il degrado sembra fare tendenza, sebbene Asm Voghera garantisca da anni il ritiro rifiuti ingombranti a domicilio (su prenotazione telefonica). Chi ama la natura, come il professor Cavagna o ad esempio le migliaia di persone che poche settimane fa si sono messe in cammino lungo l'ex ferrovia Voghera-Varzi, vorrebbero qualcosa in più di belle parole. Il tutto nonostante il costante impegno della Guardia Forestale, ma senza l'educazione civica anche i controlli severi possono non bastare.BR bEmanuele Bottiroli /b