«Dopo il 31 marzo ci sarà il fallimento»

b ROMA. /bL'offerta di Air France «può apparire indigesta. Ma i margini di trattativa sono ridotti quasi a zero: se salta la scadenza del 31 marzo andrà inevitabilmente verso il fallimento», anche perché «non ci sono state, in quindici mesi, concrete offerte alternative». È la conclusione cui arriva l'economista Andrea Boitani in un articolo sul sito LaVoce.info.BR «Alitalia - spiega l'esperto - ha accumulato oltre 1,7 miliardi di debiti finanziari, perde centinaia di milioni l'anno insieme a quote del mercato nazionale, internazionale e intercontinentale, ha una flotta tra le più diversificate e vecchie d'Europa. I diritti di traffico (e gli slots) sono il suo unico valore. Purtroppo, l'atto finale coincide con la campagna elettorale. Il che significa che il governo non ha l'autorevolezza e il potere per coordinare e guidare una trattativa complessa tra gli acquirenti di Air France-Klm, i sindacati, la Sea, i politici lombardi: gli manca infatti completamente l'orizzonte temporale necessario a rendere credibili promesse e minacce». Il rischio è che «in un ambiente cosi drogato, la trattativa si ingarbugli fino alla scadenza del 31 marzo. Dopodiché, si scivolerebbe inevitabilmente nel baratro del fallimento».BR L'offerta di Air France, prosegue l'articolo «può apparire indigesta, confezionata in modo abbastanza puntiglioso e ultimativo da far ribollire l'orgoglio nazionale». Ma le proposte alternative a quella di Air France non sembrano essere valide: «Air One ha perduto due volte l'occasione: non ha presentato un'offerta nel luglio 2007, quando tutti gli altri concorrenti si erano ritirati dalla barocca procedura d'asta allora messa in piedi dal ministero dell'Economia, ha presentato un'offerta non credibile a dicembre, spingendo cosi il governo alla trattativa in esclusiva con Air France».BR