La Via Crucis «parla» cinese
bROMA./bb Il messaggio del leader di Al Qaida Osama Bin Laden rappresenta una minaccia «seria» e soprattutto «attuale» che viene valutata con molta attenzione. Ma non saranno innalzate le misure di sicurezza in quanto in occasione di anniversari e ricorrenze particolari, tra cui la Pasqua, i dispositivi di prevenzione sono già ai massimi livelli. Gli uomini dell'antiterrorismo e dei servizi segreti riuiniti al Viminale a, concordano sull'assenza di «indicazioni particolari» di rischio per l'Italia e per il Vaticano.BR /b «Grazie per la pazienza sotto la pioggia e buona Pasqua». Benedetto XVI ha salutato cosi al Colosseo le migliaia di fedeli che hanno partecipato ieri sera alla Via Crucis. E proprio la pioggia ha consigliato qualche cambiamento di programma alla tradizionale celebrazione del Venerdi Santo, che il Papa ha seguito interamente da un gazebo posto sulla sommità del Colle Palatino. Al posto del Pontefice, nelle ultime tre stazioni, infatti, la croce è stata portata dal cardinale vicario Camillo Ruini, che l'aveva portata anche all'inizio della Via Crucis.BR La condizione dei cristiani perseguitati per la loro fede - «martiri» del nostro secolo -, l'assenza di libertà religiosa e le ingiustizie perpetrate dallo Stato, il «tradimento» compiuto anche da uomini di Chiesa, che però alla fine avrà la sua «vittoria», sono state alcune delle meditazioni scritte dal cardinale di Hong Kong, Joseph Zen Ze-Kiun, per la Via Crucis. Zen ha puntato il dito contro le persecuzioni religiose, portando alla ribalta, pur senza mai citare la Cina, le sofferenze della «Chiesa del silenzio» del suo paese. «I Colossei si sono moltiplicati attraverso i secoli - scrive Zen con riferimento al Colosseo quale storico luogo di martirio -, là dove i nostri fratelli, nel mondo, in continuazione della Tua Passione, vengono ancora perseguitati».BR La croce «ci rende fratelli e sorelle», senza «differenze di razza e cultura», perché «Gesù Cristo è morto per affrancare l'intera umanità dalla ignoranza di Dio, dal cieco odio e violenza, dalla schiavitù del peccato». Sono i passi centrali della riflessione di Benedetto XVI al termine della Via Crucis. Dinanzi alle migliaia di fedeli, il Papa ha parlato del significato della morte di Gesù per la salvezza degli uomini, domandandosi però che cosa l'umanità abbia fatto oggi di questo «dono». «Tanti, anche nella nostra epoca - ha detto papa Ratzinger - non conoscono Dio e non possono trovarlo nel Cristo crocifisso. Tanti sono alla ricerca di un amore e di una libertà che eslcudano Dio, tanti credono di non aver bisogno di Dio». Il Pontefice ha invitato a volgere verso Cristo «i nostri sguardi spesso distratti da dispersivi ed effimeri interessi terreni».BR