Un sistema politico che non funziona

Mancano poche settimane, poi il gioco è fatto e si va tutti, o quasi tutti, a votare. Lo spazio che ci divide da ora al 13 e 14 aprile serve solo per decidere se recarci al seggio tappandoci il naso o bendarci anche gli occhi per non vedere il nominativo di certi personaggi sulla lista elettorale. I leader dei partiti di destra, di centro e di sinistra in lizza, come le aziende in fallimento cambiano ragione sociale, loro hanno cambiato la titolazione, logo e bandiera dei loro partiti e tutti insieme, tenendo fede ognuno alla falsariga dell'altro, hanno dato da intendere che l'attuale crisi economico-finanziaria dell'Italia è un fatto da imputare alla cattiva gestione di questo o di quel trascorso presidente: in questo caso Prodi.BR La filosofia di Carlo Marx come quella di George W.F. Hegel è per l'immanenza assoluta; il pensiero (idea) è assoluto. E per continuare ad essere, insegna - come hanno sperimentato Hitler e Stalin - di riversare le responsabilità della cattiva gestione del potere sul morto. Altrimenti si è già che fregati.BR Le ragioni vere che generano ingiustizia e miseria in Italia non sono solo purtroppo da imputare al «morto», ma soprattutto ai vivi. Per questo la campagna elettorale si svolge nel più assoluto silenzio come si volesse far credere che taluni presunti corruttori sono andati volontari in galera con le manette ai polsi per dimostrare la loro innocenza. Sottacendo quindi del malcostume regnante, dell'amarezza della gente, la campagna elettorale va avanti con le promesse da parte di tutti di aumentare pensioni e stipendi come in passato: il 2% agli agricoltori, il 6% ai salariati e il 30% ai deputati e senatori.BR Gli aumenti di solito concessi a questi ultimi sembrano eccessivi, ma non è cosi. Essi non sono liberi di esprimere il loro pensiero e di votare secondo coscienza. Che comanda è la voce del padrone. Da ciò ne deriva la convenienza di essere reticenti.BR Il primo cavaliere infatti nel 1924 disse ai deputati: «Se non voterete questo mio progetto, io trasformerò questa aula del parlamento in un bivacco per le mie vacche». Il secondo cavaliere, se non erro, a sua volta mi sembra abbia detto: «Se vi sono dei transfughi, quelli andranno a casa e non saranno mai più deputati». Quindi il problema vero della ingovernabilità e del malcontento generalizzato nel Paese non è solo il costante aumento dei generi di prima necessità e del petrolio, ma è soprattutto dovuto dal sistema politico che non funziona.BR Incominciamo a fare i conti dello Stato: vi sono 962 tra deputati e senatori, quando basterebbero poco più della metà. Quanto costano 1.400 auto blu in costante circolazione con ministri, funzionari, scorta a giudici e a ex ministri e dirigenti dello Stato in pensione? Abbiamo 1.129 consiglieri regionali, più 3.950 amministratori provinciali, 150.000 amministratori comunali; i sindaci e vicesindaci sono per un totale di 14.240, più circa 7.500 consiglieri circoscrizionali.BR Una volta, eccetto coloro che lavoravano a tempo pieno, tutti gli altri venivano compensati con il solo gettone di presenza: dal 1994 con la legge per le autonomie locali, sono quasi tutti pagati profumatamente, anche quelli che hanno un altro stipendio dallo Stato e che si recano in Comune, Provincia o Regione una volta ogni 10-15 giorni su appuntamento o una volta al mese per ritirare lo stipendio. E non esiste una legge contro il conflitto d'interessi!BR Ora sono tutti in cerca del voto popolare: il partito del cavaliere con i fascisti in testa promette libertà; il Pd promette meno tasse e non canterà più bandiera rossa, poi vi sono coloro che hanno rovinato la propria famiglia e quella d'altri che promettono di dare buoni consigli alle nuove coppie e certi sacerdoti che infrangono i dieci Comandamenti invitano i loro parrocchiani a votare per questi signori. Poi ci sono gli ex comunisti che dimostrano assoluta tranquillità.BR bRaffaele Morini /bSannazzaro BR BR La coerenza in politicaBR Risponde l'assessoreBR BR Mi ha un po' sorpreso la lettera di Giancarlo Carelli dell'altro ieri. Inizialmente non ricordavo chi fosse ma quando m'è tornato alla mente allora ho anche capito che con questa lettera può forse trovare un po' di spazio e di visibilità per sè e per la sua sigla politica che, devo dire onestamente, ma per mia colpa, proprio non conosco. Io voglio assecondare questo suo desiderio omaggiandolo di questa mia risposta che riguarda un invito affettuoso (ricordo un mio sentimento di simpatia per lui e per un altro amico all'epoca dei tavoli di maggioranza del '96) a lasciare ad altri, più superficiali, i discorsi sulla coerenza politica.BR Lo dico in generale perché richiedere la coerenza agli altri è sempre in qualche modo stucchevole tanto più se poi si è in difficoltà a dimostrare la propria e riguardo a questo mi fermo qui... (Sarebbe forse un utile esercizio di ricerca di senso politico il cercare di togliere finalmente al termine «coerenza politica» quella patina di indefinitezza che lo avvolge o quella connotazione del tutto comoda e semplicistica per molti versi che lo considera definibile solo riguardo ad una «collocazione geografica» di schieramento).BR Riguardo poi alla disinvoltura con cui Carelli sembra maneggiare sigle politiche ed appartenenze (sempre altrui), ritengo che il ragionamento politico debba richiedere qualche spazio in più. Comunque qualche precisazione nello specifico della lettera occorre offrirla anche con funzione di stimolo. Il partito dei Popolari-Udeur non è affatto confluito nell'Udc - né a Roma né a Pavia -, è un'esperienza politica di centro all'interno del centrosinistra che si è chiusa. In quell'area politica si è, ad un certo punto, ritenuto che non fosse più utile una posizione di centro autonoma e che quelle istanze che questa posizione voleva rappresentare fossero per intero contenute nel Pd, nello stesso tempo e specularmente, lo stesso ragionamento (sic!) è stato fatto all'interno dello schieramento di centrodestra riguardo all'Udc.BR Ecco che in modo tutt'affatto «naturale» i due «centri» si sono ricongiunti, con l'importante novità della Rosa Bianca, in un'area politica distinta dai due poli e che può rappresentare il punto di approdo di numerosi consensi «liberi» dalle attuali semplificazioni bipolari.BR Questo quanto mi premeva davvero dire. Riguardo ai dettagli pavesi osservo che io non sono «transitato» nell'Udc perché non sono iscritto e perché sono espressione della lista «Pavia città per l'uomo», circa poi la mia delega è interamente (ed istituzionalmente) nelle mani del sindaco, in ogni caso.BR bLuciano Rossella /bassessore del Comune di Pavia BR BR L'aggressione al BarattoloBR passa sotto silenzioBR BR L'aggressione teppistica al Barattolo sembra che sia passata senza che nessuno se ne sia accorto, se non i ragazzi presi a botte e spediti all'ospedale. Uno stabile del Comune è stato vandalizzato, con parapetti gettati in cortile e vetrate infrante, da una banda di incappucciati. I reiterati appelli alle forze dell'ordine non hanno praticamente effetto, perché queste devono prudentemente concentrarsi e arrivano quando i delinquenti si sono dileguati.BR Tacciono i vicini, sempre pronti a protestare quando li disturba il chiasso delle riunioni. Nessuno dei consiglieri comunali o di quartiere, cosi solleciti a denunciare nei consessi amministrativi e sulla stampa inadempienze e inconvenienti spiacevoli - carrelli di rifiuti che puzzano, buche nei marciapiedi e ritardi di autobus -, ritiene di spendersi sull'episodio.BR In piazza della Vittoria si tiene un affollato comizio elettorale e l'oratore si diffonde nell'illustrare i problemi della democrazia, la necessità di superare le asprezze dei conflitti sociali e dei contrasti tra i partiti politici: farà sui giornali anche vibrate proteste contro le violenze poliziesche a Bolzaneto; e la piazza è piena di anziani antifascisti e di giovani contestatori: ma nessuno, nemmeno la sindaco che lo riceve, richiama la sua attenzione su quel che è successo il giorno prima in città.BR Insomma, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, stiamo attenti a quel che diciamo parlando di politica e chiudiamoci in casa, se no ne buschiamo...BR bGiorgio Piovano /bPavia