«Tanta fatica, vale poco e non ti ascoltano»

b PAVIA./b Tesi della triennale, gli studenti ci spendono del tempo, tra cercare il relatore, tentare di trovare un'idea originale e la scrittura di quelle fatidiche cinquanta pagine. Senza contare il tempo perso in coda tra posta e segreteria per fare la domanda di laurea, comprare le marche da bollo e pagare i bollettini. E quanto vale?BR «Ci dicono che è un passaggio obbligato - sbotta Marianna, 23 anni - ma a nessuno sembra interessare: io ho dovuto finire gli esami in tempo per potermi dedicare alla tesi con calma, e ci ho perso almeno tre mesi. Per cosa? Per essere proclamata insieme a tutti gli altri senza che nessuno si sia preso la briga di ascoltarmi». Infatti ad Economia è cosi: mentre per la laurea specialistica la procedura prevede abito elegante, professori schierati, platea attenta e presentazione di almeno mezzora, per la tesi della triennale è come fare un esame. «La si consegna anche al correlatore - racconta Eleonora, neolaureata - ma non la legge quasi mai. Sono 12 crediti, ma il punteggio varia: 3 punti d'ufficio, più 2 per la tempestività e una variabile da 0 a 2 punti per altri meriti». «Alla mia laurea sono voluti venire parenti e amici, e io non sono riuscita a spiegare che avrebbero aspettato per nulla: mi hanno chiamato e hanno detto il voto ad alta voce, niente di più, un applauso e via» racconta Chiara, 25 anni, studentessa di Economia Politica. «Il mio relatore non ha nemmeno voluto che scrivessi sul frontespizio 'Tesi di Laurea". Ho dovuto scrivere relazione finale, come se fosse un compito in classe» racconta Anna. Eppure, anche se la delusione a vote è forte, non tutti la pensano cosi: «Io sarei terrorizzato al pensiero di esporre davanti a tutti: meglio che la commissione si legga il lavoro che ho fatto senza dovere vedere me che balbetto qualcosa mentre vengo preso dal panico» confessa Andrea. Tatiana, 24 anni, iscritta alla facoltà di Scienze Politiche non è d'accordo: «Secondo me una laurea triennale è un percorso di crescita formativa e individuale che ti impegna per tre anni. Il lavoro finale lo completa, ti obbliga a fare ricerca sulle fonti, mettere insieme delle idee, è molto importante». Ma continua: «È vero che ci sono professori che gli danno poco peso, seguono poco e sono i primi a demotivare dicendo 'ma si, tanto, cosa vuoi che sia"; per fortuna ci sono anche professori in gamba che ti stanno dietro e ti accompagnano nel lavoro».BR Giorgio, 23 anni, è studente del corso interfacoltà in Economia, Politica e Istituzioni Internazionali: «Prima di discutere la tesi avrei preferito non farlo, ma poi sono stato contento. La discussione è un momento importante, perché si tratta di difendere il proprio lavoro. Non tutti ne sono consapevoli: alla seduta di laurea di Scienze Politiche capita che qualcuno chiuda gli occhi e dorma».BR bAnna Ghezzi /b