Tibet, Nancy Pelosi chiede un'inchiesta

BR bROMA. /b«Se il mondo non si esprime contro la Cina e contro i cinesi in Tibet, allora vuol dire che abbiamo perso tutta l'autorità morale per parlare di diritti umani». Accolta da bandiere indiane e americane che sventolavano fuori dalla sede del governo tibetano in esilio, la presidente del Congresso americano Nancy Pelosi si è rivolta cosi alla folla che l'ha accolta al suo arrivo a Dharamsala. Durante l'incontro con il Dalai Lama, il primo di alto livello dallo scoppio delle proteste a Lhasa, Pelosi ha espresso solidarietà al leader tibetano e al suo popolo affermando che «gli Usa condividono grandi sentimenti con il Dalai Lama».BR Ricevuta dal capo spirituale buddista, che le ha messo intorno al collo una sciarpa dorata, la speaker democratica ha poi chiesto che venga istituita un'inchiesta internazionale sulla repressione violenta della polizia cinese. «Oggi siamo qui in questo momento triste per accendere la luce della verità» - ha detto Pelosi - Noi insistiamo affinché il mondo intero sappia la verità su ciò che accade veramente in Tibet». Il giorno prima il segretario di Stato americano Condoleezza Rice aveva invitato la Cina alla «moderazione».BR Immediate le critiche di Pechino alla visita di Nancy Pelosi. «Ci opponiamo a che qualsiasi Paese, organizzazione e persona interferisca con affari interni cinesi» ha detto l'ambasciatore cinese a New Dehli Zhang Yan. «Su questa situazione, noi siamo inflessibili», ha proseguito Zhang, «il Tibet è un affare interno della Cina. Nessuno dovrebbe fare atti irresponsabili o proferire parole irresponsabili su questa questione».BR Intanto, poco prima dell'arrivo del Dalai Lama a Delhi, dove guiderà delle meditazioni programmate mesi fa, la polizia indiana ha arrestato una ventina di dimostranti davanti all'ambasciata, tra cui alcuni che hanno scavalcato il muro che circonda la sede diplomatica per sostituire la bandiera cinese con quella tibetana.BR La presenza militare cinese in Tibet, Sichuan, Gansu e Qingha, nel frattempo, si fa sempre più massiccia e ieri si è aperta anche una vera e propria «caccia all'uomo»: la polizia ha fatto circolare sui maggior siti internet cinesi, tra cui yahoo.com, le foto di 19 ricercati, accusati di aver preso parte alle violenze dei giorni scorsi.BR

Junko Terao