Carla bacchetta i giornalisti
BR b PARIGI. /b«Stop alle calunnie!» titola il quotidiano 'Le Monde" un'intervento firmato dalla Prima Donna di Francia Carla Bruni-Sarkozy. La lettera, inviata al quotidiano della sera, offre una lezione di deontologia a quei giornalisti che si sono presi troppe libertà nel raccontare il gossip del divorzio e del nuovo matrimonio, con lei, di suo marito, il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy.BR Un passo indietro. Sul sito Internet del settimanale politico e di sinistra Le Nouvel Observateur, il giornalista Airy Routier ha trascritto, qualche giorno prima del matrimonio di Nicolas Sarkozy con Carla Bruni, il testo di un sms che il presidente francese avrebbe inviato alla sua ex-moglie Cécilia da cui aveva divorziato poco più che due mesi prima. «Se ritorni, annullo tutto». Routier precisava che questo Sms era rimasto senza risposta. Sarkozy aveva sporto denuncia contro il giornale non per calunnia, ma per «falso e uso di falso». Scandalo nella repubblica, dove i presidenti successivi mai hanno osato attaccare i giornali. Interpretata come una minaccia brandita contro tutti i giornalisti, l'affare dell'sms rilancia il dibattito sulla frontiera fra vita pubblica e privata.BR Ecco allora che nella tribuna de Le Monde, la moglie del Capo dello Stato ritorna sull'argomento in occasione del ritiro della denuncia da parte del marito dopo che una lettera del giornalista Airy Routier presentava delle scuse alla Première Dame. Carla Bruni cita un lungo stralcio della carta deontologica della Società dei Redattori del settimanale specificando che «ogni informazione deve essere verificata», che 'i si dice devono essere banditi", che «l'uso del condizionale dev'essere vietato salvo eccezione».BR Per lei tutti questi principi «sono stati traditi» in quanto l'autore dell'articolo non ha mai visto, o letto, personalmente l'sms, ma solo citato «fonti in cemento armato».BR «Quando si è indiscreti» scrive ancora Carla Bruni «bisogna essere sicuri di quel che si racconta». Nel mezzo di una nota sulle «voci di corridoio», l'ex-modella si autorizza un'autocitazione umoristica del titolo della canzone che l'ha resa famosa come cantante «quelqu'un m'a dit», prima di citare sia il grande autore del diciottesimo secolo Beaumarchais che l'umorista popolare Gad Elmaleh.BR
Giacomo Leso