L'Edimes a denti stretti
bPAVIA. /bbNel centro del mirino. Questa la scomoda posizione in cui vive da giorni Gian Marco Bianchi. Il mirino, per fortuna, è quello metaforico delle chiacchiere da bar. Ma per l'amministraore unico della Nuova non è una situazione gradevole. Oggetto del contendere le operazioni compiute dall'Edimes sul mercato invernale. I risultati non arrivano, la partecipazione ai playoff è a forte rischio e, come prevedibile, ecco fiorire l'esercito dei nostalgici di Heinrich, Brkic, Meini e Cioffi. E dopo il ko con Livorno, la vigilia dell'infrasettimanale casalingo con Reggio Emilia si scalda.BR /b Nessuno, neppure in seno alla società, avrebbe potuto lontanamente ipotizzare le conseguenze nefaste del pasticcio burocratico legato a Grappasonni. Il mancato tesseramento del lungo romano ha, di fatto, stoppato a metà il restyling della squadra ipotizzato nella stanza dei bottoni. Gian Marco Bianchi fa, a riguardo, la prima precisazione. «La società, di comune accordo con lo staff tecnico, valutò, dopo la partita a Ferrara (Brkic 2 punti in 29', valutazione -2, Heinrich 6 punti in 18', valutazione 6, ndr), che la coppia Bagnoli-Grappasonni potesse dare qualcosa di più rispetto a Heinrich-Brkic. Operammo, dunque, in quella direzione, con l'obiettivo di continuare a tener viva l'attenzione sul mercato dei passaportati per decidere, eventualmente più avanti, se fosse necessario inserire un giocatore in più nel pacchetto lunghi o nella batteria degli esterni. Il problema Grappasonni ha fatto saltare questo progetto. La società ha operato in assoluta buona fede, rimanendo scottata e nell'impossibilità di reperire un'alternativa all'altezza. Finora non abbiamo firmato nessuno perché il mercato dei pochi giocatori italiani trattabili in A viaggia su cifre pazzesche e non ci è sembrato logico investire su chi fa panchina in serie B». La caccia è, dunque, forzatamente orientata solo verso il mercato dei passaportati ma i tempi per queste operazioni non sono immediati. Questo non vuol assolutamente dire che ci si metta il cuore in pace e che si chiuda al risparmio, rinunciando ad inseguire i playoff fino all'ultimo. «Se la società avesse fatto una valutazione di questo tipo - chiosa Bianchi - ci saremmo limitati a cedere Brkic, rimpiazzandolo con un giocatore qualsiasi, non saremmo andati a firmare Levin e Bagnoli». Mentre il suo procuratore sta lavorando per verificare se sia possibile portare a Pavia il nazionale argentino Diego Lo Grippo, a Bianchi strappiamo, comunque, una promessa. «Il match con Cremona lo andremo a giocare con un lungo in più. Non so ancora chi sarà, ma ci sarà».BR bPaolo Rappoccio /b