COSI' NIENTE PLAY OFF

BR All'Edimes è scoppiata la stagione delle parole a vuoto. I giocatori ci spiegano di impegno da centuplicare e di obiettivi sempre possibili, la società si morde la lingua, Sacco giustifica le sue scelte sul piano tattico e si mette in attesa. Cosi si mantengono accettabili condizioni di convivenza senza andare al nocciolo della questione. Quello dell'Edimes peggiore di sempre quanto a percentuale di sconfitte interne in LegaDue - e nelle tre restanti sfide con Reggio, Fabriano e Pistoia si può solo peggiorare - con le possibilità di giocarsi i play off ridotte al lumicino. E domenica sera quelli della Nuova erano più sollevati per il ko di Montecatini in coda che non rammaricati per l'aggancio di Rimini al nono posto, l'ultimo utile per gli spareggi. L'Edimes vista domenica non ha il potenziale e la serenità per raggiungere la quota 28/30 punti sempre necessaria per andare ai play off dopo una stagione regolare di 30 partite. A 7 giornate dalla fine, oltre alle tre sfide interne elencate, restano le trasferte di Cremona, Veroli, Casale e Rimini. Gianmarco Bianchi, il presidente che le sue scelte migliori le ha prese d'istinto, si sta mordendo le mani per non avere mandato Bj McKie a Scafati prima di Natale, quando avrebbe ricevuto in cambio Frank Williams e soldi. Il successivo ribaltone di gennaio, animato dalla voglia di dare nuovo impulso all'Edimes, si è trasformato in una caduta dalla padella alla brace. Colpa del caso-Grappasonni (il quarto lungo ingaggiato dopo il taglio di Brkic ma non tesserabile), ma soprattutto del non aver individuato sul mercato lo straniero ad hoc per completare la trasformazione, quella dove Levin e Bagnoli rappresentano complementi non determinanti in assenza di un trascinatore. Non è giusto che la squadra prenda questo come alibi, ma resta arduo andare in campo senza i numeri. Al veleno resta la situazione legata a Tomassini: li società e coach hanno subito avuto divergenze nette fino al paradosso del suo mancato utilizzo nell'ultima partita. Sacco ha dato una motivazione tecnica, ma stavolta non siamo d'accordo. Avere almeno sette giocatori a disposizione significa il dovere di impostare la partita su quel preciso numero di rotazioni. Come minimo per non avere rimpianti.BR

Stefano Pallaroni