Diciannove anni fa il crollo Il ricordo della Torre Civica

b PAVIA./b «Il 17 marzo di diciannove anni fa ero in Piazza della Vittoria a prendere un caffè quando, insieme a chi mi stava vicino, sentimmo un boato e la terra tremò». E' iniziato cosi, ieri mattina, il discorso di commemorazione tenuto dal vice sindaco, Ettore Filippi. Diciannove anni dal crollo della Torre Civica e da un'immagine che difficilmente verrà cancellata dalla memoria. «Mi chiesi subito cosa potesse essere successo, cosa fosse stato quel rumore e quella scossa che l'esperienza, ahimè maturata in un altro campo e in altri tempi, mi diceva non essere un'esplosione. Mi incamminai per corso Cavour e poi svoltai dopo le varesine verso il Duomo. C'era polvere, tanta polvere e pur capendo che era successo un disastro, bisognava scavalcare le macerie per arrivare allo spettacolo desolante. Una sensazione irreale; un silenzio che chiamare oggi di tomba potrebbe sembrare irriverente, perchè in realtà di un sepolcro si trattava». Rievocando quelle tragiche ore, Filippi ha rammentato «Bruni, sindaco, che, arrivato, piangeva sgomento» e «l'incertezza durata molte ore se alcune ragazze che si sarebbero dovute trovare nei paraggi e di cui si erano perse le tracce fossero rimaste sepolte, come purtroppo risultò vero». Guardando al futuro, il vice sindaco ha anche escluso l'eventualità di una ricostruzione della Torre Civica. «Quel 17 marzo - ha detto - ci ha lasciato una ferita che non abbiamo ancora rimarginato e che non credo potremo rimarginare completamente perchè, per quanto ci si possa impegnare, non abbiamo la forza economica per pensare a una ricostruzione del monumento e la compattezza e univocità culturale che unisca l'intera città su un progetto condiviso sul moncone». (f.m.)BR