Marchionne: Borsa fuori dalla realtà

bTORINO. /b«Non ho alcuna intenzione di andare da nessuna parte», ripete per l'ennesima volta l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e spiega: «La strada del cambiamento è ancora lunga. Siamo solo all'inizio: in una scala da 1 a 10 siamo a 2,5. La rivoluzione industriale compiuta a Pomigliano è un esperimento da ripetere, senza l'aspetto drammatico della chiusura, in tutti gli stabilimenti italiani». All'incontro con i Giornalisti dell'Auro, Marchionne scherza sul maglione ben più comodo della cravatta, ma soprattutto parla della Borsa dove il titolo Fiat continua ad oscillare: «E' un mercato che ha perso qualsiasi tipo di rapporto con la realtà economica, è guidato da preoccupazioni finanziarie che si vanno a ribaltare sulla realtà industriale. Non si può fare nulla. Finchè non si rimetteranno le cose a posto e non si torneranno a valutare le aziende per quello che fanno, sarà come mettersi davanti a un treno che va a 300 km all'ora. Speriamo che nei prossimi sei mesi tutto questo finisca e ci sia una correzione. Ma non impatta sulle scelte industriali del gruppo». Marchionne dice di avere scelto per chi votare anche se preferisce non dirlo, ma la battuta di Silvio Berlusconi alla lavoratrice precaria non gli è piaciuta «perchè certi argomenti si affrontano in modo serio».BR