Via dal Libano, torniamo in Iraq: il Pdl si divide

BR bROMA./bb Che cosa farà l'eventuale nuovo governo di centrodestra in politica estera? Lo ha spiegato Antonio Martino (ex ministro della Difesa e candidato a ritornare nel ruolo) in due interviste alla Reuters e al Quotidiano nazionale: ritiro o drastica riduzione del contingente in Libano, rafforzamento di quello in Afghanistan con compiti combattenti e l'invio di una nuova missione in Iraq.BR /bPosizioni «irresponsabili», di «una gravità enorme», denunciano Romano Prodi e Massimo D'Alema.BR Se lasciassimo la missione in Libano, accusa Veltroni, ci potrebbero essere «conseguenze devastanti per tutta l'Italia».BR Mentre gli stessi americani, sottolineano tutti, pensano ormai a come uscire dall'Iraq, considerata una missione fallimentare.BR La politica estera trascinata nel tritacarne della campagna elettorale ha però già provocato anche tensioni diplomatiche. Le autorità libanesi hanno infatti convocato l'ambasciatore italiano per avere chiarimenti sulle parole di Martino. E le affermazioni dell'esponente di Forza Italia dividono persino il Popolo della libertà. Fini sottolinea infatti che «andarsene dal Libano sarebbe sbagliato». Mentre Berlusconi 'media" sostenendo che il suo eventuale governo «cambierà le regole di ingaggio» dei soldati italiani in Libano, anche se non specifica in quale direzione, e sostiene che in Iraq manderebbe solo «istruttori militari». Ma le posizioni del centrodestra finiscono sotto accusa anche da parte di Casini. «E' pura irresponsabilità di dilettanti allo sbaraglio parlare di dislocamento di truppe», accusa il candidato dell'Udc. Posizioni pericolose anche «per l'incolumità dei nostri soldati».BR Per Prodi le affermazioni di Martino sono «gravissime, incomprensibili e drammatiche come messaggio politico». Il premier riferisce che il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha chiesto spiegazioni all' ambasciatore italiano e a Beirut un paio di giornali libanesi scrivono di una certa preoccupazione espressa da Berri per le dichiarazioni di Martino.BR Anche D'Alema è durissimo nei confronti delle «affermazioni sconcertanti» della destra italiana che, accusa, «interviene in modo violento, strumentale e rischioso per l'immagine del nostro Paese». C'è anche «un aspetto ridicolo», aggiunge poi il ministro degli Esteri, quando Martino dice che «vuole tornare in guerra e ricostruire un clima da guerra unilaterale che è fuori dal tempo». Ma in particolare l'abbandono del Libano, sottolinea D'Alema, significa rischiare di «dilapidare in qualche settimana il prestigio internazionale dell'Italia» solo per motivi di «odio politico».BR Per Martino, che in serata precisa però di parlare «a titolo personale», occorrerebbe invece «ridurre drasticamente o cancellare la nostra presenza militare in Libano». E in Iraq bisognerebbe spedire una nuova missione civile-militare «per aiutare gli iracheni a ricostruire il Paese e a sconfiggere il terrorismo».BR In Afghanistan, «dove la situazione é nettamente peggiorata», andrebbero inviate più truppe «con meno restrizioni, un migliore equipaggiamento e con la disponibilità ad impegnarle anche in altre aree».BR

Andrea Palombi