«Le campane a morto dell'ergastolo»
b COMO./b L'obiettivo è dichiarato: dimostrare che Olindo Romano e Rosa Bazzi, stando alle dichiarazioni dei testi dell'accusa, non possono aver commesso la strage di Erba, «non in base a manifestazioni sceniche televisive, ma in base a dati scientifici». E' per questo che uno dei loro difensori, Enzo Pacia, chiede che il presidente revochi l'ordinanza con la quale, i giudici della Corte d'Assise di Como hanno tagliato, riducendola a 30, la lista testi della difesa. Pacia illustra (perchè non è tecnicamente possibile descriverla con delle slides) una tempistica del tardo pomeriggio dell'11 dicembre di due anni fa, basata sulle dichiarazioni dei testi dell'accusa: comincia alle 19,48, quando Raffaella arrivò a Erba in treno, fino alle 20,24, quando «già nella corte e sui ballatoi prospicienti la stessa erano accorse varie persone». Per giungere alla conclusione che i coniugi «non potevano essere sul luogo del delitto, non potevano fuggire dalla palazzina per riparare nella lavanderia, cambiarsi d'abito e uscire dalla corte senza essere visti da alcuno». Pacia vuole i testi esclusi, perché altrimenti, «sente già le campane a morto dell'ergastolo». Ieri hanno testimoniato due amiche di Raffaella Castagna, che nella strage mori con il figlio, la madre e una vicina di casa. Entrambe hanno detto che Raffaella, mentre suo marito Azouz era in carcere, raccontò loro di essere stata seguita da un'auto di grossa cilindrata, mentre stava andando in stazione. Un funzionario di polizia penitenziaria ha riferito dei problemi che Azouz ebbe in carcere con uno 'spesino', il detenuto che si occupa di fare la spesa per i compagni. Un agente ha raccontato quando, nel parlatorio Azouz prese dalle braccia di Raffaella il piccolo Youssef e non voleva più restituirlo alla madre perché voleva a tutti i costi parlare al direttore dell'istituto per questioni sanitarie. L'agente glielo fece restituire. Forse manovre per ricondurre la strage nell'alveo delle cattive frequentazioni di Azouz. Ma il pm taglia corto: «Avrebbero comunque avuto tutto il tempo per fare quello che hanno fatto».BR