La Sinistra contro l'informazione Rai
bROMA. /bE dire che c'è pure chi, come il segretario socialista Enrico Boselli, si accontenterebbe di occupare uno strapuntino sul treno dell'informazione politica televisiva. E invece niente, neanche quello.BR «E' evidente che esiste uno strapotere di Berlusconi e Veltroni, mentre a me non tocca niente», accusa Boselli puntando il dito sulla Rai e su come la televisione pubblica starebbe gestendo l'informazione di questa campagna elettorale. Un'accusa condivisa anche dalla Sinistra Arcobaleno che ieri proprio sotto la Rai ha organizzato un sit in di protesta al quale a partecipato direttamente Fausto Bertinotti. E che alla fine ha visto scendere in strada per difendere l'informazione pubblica direttamente il presidente della Rai. Che ovviamente respinge ogni accusa. «Noi raccontiamo solo i fatti di questa campagna elettorale - dice Claudio Petruccioli - Il fatto che ci siano solo due forze politiche preminenti è un aspetto politico, non un parto dell'informazione televisiva».BR Le macchine elettorali del Pd e del Pdl contro tutti, dove «tutti» sono i partiti minori che rischiano di restare sbriciolati. Ne è convinto Boselli, che protesta contro il modo in cui la Rai gestisce la presenza dei candidati dei vari schieramenti in televisione. «Sono stato cancellato dalle trasmissioni di approfondimento della Rai con una presenza dello 0,3%, come riportano i dati dell'Osservatorio di Pavia». Il che significa, ad esempio, nessun invito ad Anno Zero di Michele Santoro, ma neanche alla Mezz'ora di Lucia Annunziata, di Primo Piano o di Ballarò. «Quanto al Tg - attacca Boselli - la mia presenza media è stata dell'1,5 per cento. Il presidente Petruccioli chiama questo informazione, io la chiamo censura».BR Anche la Sinistra Arcobaleno chiede maggiore equilibrio. «C'è un elemento politico di distorsione della campagna elettorale, ma non c'è nessun bisogno di assecondarlo», spiega Fausto Bertinotti. «Pd e Pdl concorrono nel cercare di far credere che la partita sia a due, ma cosi la partita diventa truccata. I dati dei tg sono indicativi: due sembrano i candidati premier, mentre gli altri vengono trattati da comprimari».BR Messa sotto accusa, l'informazione pubblica si difende. «La Rai - spiega Petruccioli - non è responsabile del fatto che all'interno della politica ci sia una tendenza al bipolarismo. Vorrei che la politica non usasse la Rai come ‘testa di turco' per le sue polemiche interne».BR bCarlo Rosso /b