«Sapeva trasmettere valori importanti»

bSARTIRANA./b «Mio cugino era un punto di riferimento per gli uomini della sua epoca: trasmetteva valori importanti, al di là della fede, di cui purtroppo oggi siamo molto carenti. Siamo davvero molto orgogliosi che martedi la Chiesa abbia riconosciuto il suo miracolo».BR Pietro Pianzola rievoca i tratti salienti del cugino fondatore delle Suore dell'Immacolata Regina Pacis, che richiamò alla memoria in modo approfondito nel convegno tenutosi sette anni fa in castello.BR Anche il padre di Pietro, Teresio, 79 anni, ha un ricordo diretto del servo di Dio, padre Pianzola. «Mio nonno Giovanni era suo primo cugino: la parentela, sia pur non stretta, era alimentata da frequenti incontri», dice oggi Teresio Pianzola, che nei primi anni Quaranta studiava a Mortara, dove operava proprio il cugino sacerdote.BR La madre di Teresio, Giuseppina Leba, e la zia paterna Maria Pianzola si recavano spesso nella città lomellina: «Tutte le volte che venivano a trovarmi, andavamo da padre Pianzola, a Casamadre. Lo conobbi bene solamente per pochi mesi perché mori nel giugno del 1943». Oggi l'imprenditore Pietro Pianzola riassume la vita del sacerdote di Sartirana.BR «Ancora bambino radunava i suoi coetanei, specie i bambini più poveri, e con loro giocava, correva, si divertiva, addirittura celebrava per loro la messa su uno sgabello e per pulpito si serviva di una tinozza. Erano le prime manifestazioni di una vocazione che lo avrebbe portato a entrare in seminario dopo la scuola elementare - dice il titolare della Nuova Fitochimica di Mede -. L'amore per la Lomellina, la passione per i giovani, la sua grande esuberanza condurrà Francesco Pianzola alla costruzione di un oratorio, dove inaugurerà un suo preciso motto: Gioco e preghiera, teatro e predica».BR Durante il periodo liceale, nasce in Pianzola la vocazione di predicare anche agli adulti.BR Dopo essersi fatto nominare sacrestano della chiesetta di Maria Santissima del Buon Consiglio, all'età di 20 anni inizia la sua missione.BR «Secondo padre Pianzola si è cristiani per tradizione, ma la gente non conosce il Vangelo a sufficienza, la gente va a messa per abitudine - aggiunge -. La sostanza della vita è lontana dal Vangelo che, secondo mio cugino, non insegna tanto la perfezione della vita, ma ne fa una legge che 'penetra nelle coscienze e s'impone con il rimorso": questo, che è attuale a tutt'oggi, porterà il giovane prete a scegliere la via più difficile, quella di missionario».BR Da Vigevano gli Oblati di Maria Immacolata si spargono nei cascinali e nei cortili per parlare alla gente umile: operai, mendicanti, artigiani. Ma l'impresa più significativa, che rappresentò la prima esperienza di apostolato laico femminile in Italia, fu la fondazione delle Suore Missionarie dell'Immacolata Regina Pacis, con sede a Mortara.BR Inoltre, oggi Pietro Pianzola vuole mettere in primo piano la questione sociale che incominciava a imporsi con alcuni fenomeni, fino a quei tempi impensati: l'abbandono dei piccoli centri agricoli, la solitudine della donna nei grandi agglomerati urbani, il pendolarismo quotidiano o stagionale di alcune fasce operaie.BR «Cosi padre Pianzola scrisse su un libro di sociologia: 'Quando il salario non è giusto e l'operaio non può difendere i propri diritti allora lo sciopero è lecito" - conclude -. Credo che si debba fare tesoro di questi insegnamenti e cercare, con attenta riflessione e meditazione, di riscoprire quei valori semplici e basilari che, con il passare del tempo, sono andati scemando».BR bUmberto De Agostino /b