Milani: «Cosi ho creato Tommy River»

BR b PAVIA./bb «Mi avete consolato, mi avete fatto sentire giovane, facendomi un regalo che sarà un viatico per gli anni che verranno. Io penso alla vita come un ventaglio perfetto, non temo ciò che verrà e il mio viale del tramonto più che con Tommy River, vorrei percorrerlo al fianco di amici come voi». Sono bastate queste parole di Mino Milani e l'istinto della sala di Spaziomusica è stato quello di alzarsi in una standing ovation affettuosa, una sorta di grande abbraccio per quello scrittore che, come ha detto in apertura di serata Daniela Bonanni, 'ha popolato di sogni, valori e avventure" le vite di tanti ragazzi grazie al suo eroe di carta.BR /b E' stata una serata con poca retorica, zero celebrazioni, ma tutta giocata su emozioni e ricordi usciti dal cuore della tribù di «quelli di Tommy River» che si è data appuntamento a Spaziomusica per dire un grazie a Milani per aver creato quel cowboy malinconico della loro gioventù brindando a whisky e rosicchiando croste di formaggio abbrustolite.BR «Non ho potuto vivere avventure. Bene, le racconterò»: cosi alla fine degli anni '50 Milani accoglieva i lettori sul «Corrierino» dando vita ad un cowboy dagli occhi cangianti che alla prima avventura si presentava subito come un eroe mancato, rimasto senza pistola e senza cavallo. «Non volevo un vittorioso - ha spiegato Milani incalzato nell'intervista da Giuseppe Polimeni - Non sono un decoubertiano, auguro a tutti di vincere, ma cercavo un personaggio che fosse in pace con tutti. Uno che non scappa di fronte all'imprevisto, uno che sa sempre scegliere tra bene e male. Per me creare un eroe cosi era come andare sulle orme di Jack London. Era come vivere due volte, a Pavia e in America. Ci ho messo un po' di me in Tommy River perchè in fondo è come mi sarebbe piaciuto essere». E a testimoniare che quel Mino nascosto dietro le avventure di Tommy River è un'eroe senza tempo ci ha pensato Puccio Barone insieme a sua figlia Matilda di 10 anni che, a casa dei nonni, ha divorato i libri che papà leggeva da ragazzino: «Roba da maschi», ha sentenziato il babbo. «Macchè è un libro unisex, come i vestiti», ha replicato la piccola lodando le avventure di quell'eroe per lei migliore dei videogiochi. Poi è toccato a uno dei fratelli Maiocchi rivelare quanto fosse stato liberatorio arrivare a leggere Tommy River dopo «I ragazzi della via Paal» e «Incompreso»: «Leggevo sotto le coperte con la pila per non farmi scoprire da mia madre oppure in cucina tra una tazza di latte e un pacco di biscotti». «Tommy River incarnava il crepuscolo di quel sogno della frontiera che ormai stava per finire - ha detto Ferdinando Rotondo - Faceva sognare con un velo di amarezza negli occhi. E' l'ultimo cowboy buono prima di Clint Eastwood e di Ringo». A spezzare il ritmo degli interventi e dei brani di Milani letti da Letizia Bolzani, è stata la splendida voce di Betty Verry prestata ai canti degli indiani d'America insieme alla chitarra di Claudio Bonfanti sulle note di Bob Dylan e Neil Young. Anna Modena ha ringraziato Milani per «aver sottratto i bambini di allora dalla letteratura lacrimevole di quei tempi con il suo cowboy dalla faccia scavata da attore americano che aveva una sottile galanteria che, solo quando ho conosciuto Mino, ho capito che era sua». Giorgio Scianna ha elogiato la natura selvaggia delle avventure di Milani, una natura a metà strada tra il Ticino e il West. Ricordi anche da ridere, come quelli di Paola Bonvecchia all'epoca «talmente bionda e perbene da essere sempre scelta nelle recite per interpretare la Madonna». La sua 'bionditudine" la portò anche ad essere la portavoce dei ragazzi durante la visita del vescovo a scuola e quando sua eminenza chiese confidenzialmente quale fosse l'eroe a cui loro si ispirivano, di fronte a chi citava San Francesco, don Bosco e arrivava a dire Gesù, lei senza esitazioni rispose: «Tommy River, monsignore». A 40 anni da allora, la stretta di mano di Milani è parsa un risarcimento per la riprovazione di un'intera scuola caduta su di lei dopo quella risposta a fumetti ben poco in odor di santità.BR

Linda Lucini