Senza funerale l'omicida-suicida che ha sterminato la famiglia
b TARANTO./b «Vorrei che queste mie parole fossero di consolazione e di speranza, commemorassero la vita e non la morte. Mi rendo conto che ci sono situazioni nella vita in cui la migliore commemorazione è costituita dal silenzio». L'arcivescovo di Taranto, monsignor Benigno Luigi Papa, è sembrato quasi a disagio ieri mattina nel prendere la parola ai funerali di Annamaria Fanelli, di 44 anni, e delle figlie Rossella e Cristina, di 15 e 11 anni, uccise in casa a Taranto lunedi mattina a colpi di martello dal marito della donna e padre delle ragazzine, il chirurgo vascolare Enrico Brandimarte, di 48 anni, che poi si è suicidato. Circa tre mila persone hanno partecipato al rito funebre, assiepate nella Concattedrale Gran Madre di Dio. L'ingresso in chiesa delle tre bare è stato accompagnato da un silenzio irreale; attorno ai feretri anche centinaia di ragazzini, compagni di scuola di Rossella e Cristina.BR Non ci saranno funerali invece per Enrico Brandimarte. Lo ha stabilito la curia di Taranto: all'omicida-suicida sarà impartita solo la benedizione della salma, seguita da una preghiera funebre. Questo perché «la legge ecclesiastica proibisce le esequie ecclesiastiche ai peccatori manifesti, tra i quali vanno annoverati coloro che attentano alla propria vita e a quelli altrui, in specie se vi sono legami naturali e famigliari». La benedizione non è stata negata perchè per Brandimarte sussistono dubbi sull'integrità delle sue facoltà psichiche.BR