La Fed immette liquidità nel sistema, le Borse volano

BR bMILANO. /bVolano il petrolio e l'euro e, per un giorno, vola anche la Borsa. I mercati finanziari hanno festeggiato la decisione della Federal Reserve di immettere altra liquidità nel sistema per venire incontro alle banche e allentare le tensioni nel comparto del credito. La Banca centrale americana ha deciso, d'accordo con la Bce, la banca centrale svizzera e quella del Canada, di fissare nuove aste con cui immetterà sul mercato fino a 200 miliardi di dollari. L'operazione della Fed partirà il prossimo 27 marzo. La decisione, a sostegno della liquidità dei mercati, ha ricevuto anche il plauso del presidente Bush che ha ribadito 'piena fiducia" al numero uno della Fed, Ben Bernanke.BR Il mercato ha cosi festeggiato dopo che, nelle ultime ore, erano circolate voci riguardo a un nuovo taglio dei tassi, con un intervento di emergenza prima del 18 marzo (quando è prevista la riunione della Fed). Ora gli investitori si aspettano un ulteriore aiuto dalla banca centrale Usa che potrebbe tagliare il costo del denaro di un altro 0,50%.BR In un attimo i mercati azionari, fino quel momento molto prudenti, hanno ingranato la marcia e i compratori si sono rifatti vivi. Gli acquisti si sono concentrati soprattutto sui titoli delle banche. L'S&P/Mib risale del 2,09%. Francoforte guadagna l'1,19%, Londra l'1,09%, Parigi e Amsterdam l'1,33%. Prima della classe la Borsa di Madrid, balzata del 3,17%. Wall Street ha chiuso con l'indice Dow Jones in rialzo del 3,55% a 12.156,81 punti. Il Nasdaq è balzato del 3,98% a quota 2.255,76, mentre Standard & Poor's si è attestato a 1.320,65 punti (+3,71%). In Piazza Affari, spiccano i guadagni di Ubi Banca, di Intesa San Paolo e Unicredit. Ancora vendite su Telecom (-3,41%) con 385 milioni di azioni passate di mano (pari al 2,88% del capitale) dopo che una banca d'affari americana ha tolto il titolo dalla lista dei preferiti.BR bSpaventati dal petrolio./b Ieri mattina il prezzo del greggio sembrava inarrestabile, tanto che all'ora di pranzo l'asticella è arrivata a sfiorare i 110 dollari al barile (109,72). Nel pomeriggio le quotazioni si sono attestate a 108,11, comunque in leggero rialzo rispetto al giorno prima. Le previsioni sul greggio fanno tremare le vene dei polsi perchè ieri l'Aie (Agenzia internazionale dell'energia) ha sostenuto che la fiammata dei prezzi sarà duratura. «Siamo entrati in una fase di prezzi petroliferi alti - dicono - e vi sono poche chances di scendere ai livelli dell'inizio decennio».BR A causa del rallentamento dell'economia, si stima un leggero calo della domanda che resta attorno agli 87,5 milioni di barili al giorno. «C'è in corso una grande speculazione mondiale - dice il presidente di Confindustria, Montezemolo - e la spaventosa dipendenza dell'Italia dal petrolio ci porta ad una crescita bassissima». Ed è proprio l'alto prezzo del petrolio a bloccare un taglio dei tassi anche in Europa. «La volata dei prezzi è una grande preoccupazione - dice il tedesco Axel Weber - e non credo che ci lasci alcuno spazio di manovra per un allentamento della politica monetaria. Infatti non è ancora chiaro se i tassi d'inflazione scenderanno in maniera apprezzabile nel corso dell'anno».BR Dunque la Bce teme ancora l'inflazione e, tenendo fermi i tassi, tiene in alto l'euro che ieri ha sfiorato quota 1,55 dollari per poi arretrare dopo la manovra della Fed.BR

Gigi Furini