Scarcerazione di Pappalardi, ora si decide
bBARI. /bb«Lo devono scarcerà. Le prove nun ce l'hanno». Lo dicono i detenuti romani del carcere di Velletri, dove è rinchiuso Filippo Pappalardi. La solidarietà dimostrata è palese, lo conferma il direttore del carcere Giuseppe Macovech: «Inizialmente alcuni non si erano espressi su Pappalardi, mentre ora parecchi sono dalla sua parte».BR /b Teso, provato, dimagrito, Pappalardi attende che arrivi domani quando il gip di Bari, Giulia Romanazzi, deciderà se scarcerarlo o meno. L'uomo, accusato di aver ucciso e occultato i corpi dei suoi figli, Ciccio e Tore, potrebbe rimanere in cella o ritornare a Gravina dalla sua famiglia. Non è escluso che il gip opti per gli arresti domiciliari o per libertà condizionata. Ma, potrebbe anche riservarsi e chiedere il confronto tra l'indagato e il baby-testimone che lo avrebbe visto con i suoi figli la sera della scomparsa. Il giudice per le indagini preliminari ha trascorso il fine settimana a leggere verbali e intercettazioni ambientali riflettendo sulle ultime dichiarazioni fatte da Pappalardi nell'interrogatorio di quattro giorni fa. Si è sempre dichiarato innocente e ha spiegato di non aver nulla a che fare con l'orribile fine fatta dai due figli. Se da un lato il Procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano e il pm Antonino Lupo sono convinti della responsabilità di Pappalardi, dall'altro gli esiti dei primi esami autoptici eseguiti sui poveri resti dei ragazzini hanno dimostrato che sono morti in seguito alla caduta nel pozzo. I medici legali hanno escluso segni di violenza prima della caduta, e ciò starebbe a significare che, con molta probabilità, siano stati vittime di una disgrazia. Eppure le testimonianze di tre ragazzini e una donna di Gravina incastrerebbero il padre: hanno infatti dichiarato di aver visto Pappalardi in piazza delle Quattro Fontane proprio con i suoi figli. Era la sera del 5 giugno 2006 e dopo quell'avvistamento di Ciccio e Tore non si è più saputo nulla. La madre, Rosa Carlucci, distrutta dal dolore, continua a ripetere che vuole giustizia: «Che si tratti di una disgrazia me lo devono dimostrare. Ma resta un dubbio atroce. Anche se Ciccio è precipitato per prima a causa di un incidente non volontario, come è possibile che anche Tore sia finito laggiù, in quel maledetto pozzo?». Rosa Carlucci non si spiega come mai i suoi figli siano andati nella «casa delle cento stanze» di sera tardi, al buio. «Che ci sono andati a fare? Giocare sicuramente no, visto che non c'era un barlume di luce», afferma la mamma. L'enigma resta, cosi come restano le accuse sul Pappalardi. Persino il presidente del Tribunale del Riesame, Angela Rosa Nettis, che il 13 dicembre scorso firmò il provvedimento con il quale si decideva di far rimanere comunque in carcere Pappalardi, non ha cambiato idea. Per lei, l'indagato ha dimostrato noncuranza e disaffezione verso i figli. Non solo, ma avrebbe depistato le indagini. Dubbi, ombre e mancate verità. A Gravina però in molti sperano di vedere domani sera rincasare Filippo Pappalardi.BR