«Droga al Pollini, si fuma in cortile»

bMORTARA. /bbCasi di spaccio dentro la scuola e 'canne" fumate in cortile, durante l'intervallo, all'istituto Pollini. Lo dicono gli studenti del corso alberghiero, lo conferma il preside Alberto Henin. «Abbiamo il sospetto d atempo che 'giri" a scuola la droga leggera: qualche studente è stato anche preso sul fatto». Henin approva la recente iniziativa antispaccio del Comune, con i vigili davanti a scuole e zone a rischio: «In particolare la stazione, quando gli studenti pendolari la mattina scendono dai treni». Certo, «meglio della repressione sarebbe la prevenzione», aggiunge.BR /b Antefatto: dopo le segnalazioni di alcuni genitori, da qualche giorno vigili in borghese pattugliano davanti a superiori e medie, su indicazione dell'assessore alla Sicurezza, Elio Pecchenino. Alberto Henin, capo di un istituto professionale con 900 studenti e diverse sedi in città, parla chiaro: «Si sa che cannabis e hashish entrano nelle scuole, compresa la mia, dove già affrontiamo problemi di disagio e bullismo». Aggiunge: «Ho chiesto spesso alle forze dell'ordine di intensificare i controlli sullo spaccio in città». Ma il problema non dev'essere affrontato solo dalla scuola, «dove gli studenti passano parte della loro giornata. Resta poi il tempo libero e quello trascorso dai ragazzi in famiglia». Comunque: qualche studente del Pollini rivende il 'fumo" anche in aula, spiegano gli allievi del corso per operatore alberghiero, che occupa locali nelle ex scuole medie, in centro città (ex Palazzi Lateranensi). Ma il grosso del 'rifornimento" viene fatto fuori da scuola, spiega il preside: «In particolare, sono a rischio la zona della stazione e tutti i tragitti verso le diverse scuole, lungo i quali si piazzano gli spacciatori».BR E' stata decisamente deleteria, ricorda il preside, anche la soppressione del posto di polizia ferroviaria a Mortara, che esercitava un efficace punto di controllo anche per lo spaccio.BR Spesso i docenti segnalano al preside «che qualche alunno rientra dall'intervallo decisamente alterato. Più di uno studente è stato anche sorpreso direttamente a fumare una 'canna" in cortile». A quel punto, oltre a un solenne rimprovero vengono avvertiti i genitori, «che di solito cadono dalle nuvole», dice il preside.BR Il problema riguarda di solito gli studenti più giovani, fra i 14 e 17 anni - ragazzi e ragazze senza distinzione - «una fascia di età in cui si alla ricerca della propria identità». Ma i ragazzi non devono credere «che ci siano zone franche, in cui fannno ciò che vogliono», sottolinea il capo istituto. Il preside ricorda il valore della prevenzione, «con iniziative come quella della Consulta giovanile, proposta dall'attuale ammistrazione comunale, in particolatre dall'assessore all'Istruzione Fabio Rubini». Perché «la repressione e i controlli anti-droga sono già una parziale sconfitta».BR