I radicali mollano, crisi chiusa
bROMA./b Incubo 2006 per Walter Veltroni: per il segretario del Pd si è affacciato lo spettro che due anni fa visse Romano Prodi e che lo portò quasi a perdere le elezioni, quello di una campagna elettorale in cui ad attaccare erano gli alleati. Non solo i radicali che protestano per avere i loro nove seggi sicuri, ma anche Arturo Parisi che minaccia di ritirare la propria candidatura, e le critiche della base in alcune regioni, che hanno spinto Veltroni a reinserire Beppe Lumia nelle liste in Sicilia.BR Ma dopo un ultimatum di Bettini la vicenda radicale si è chiusa in serata con la loro accettazione delle candidature offertegli. Mentre Veltroni stava compiendo i salti mortali per la campagna elettorale (ieri in Romagna), i suoi collaboratori gli hanno portato una rassegna stampa per lui sconfortante: sciopero della sete di Pannella, conferenza stampa di Bonino contro il Pd; e l'annuncio di Antonio Di Pietro che avrebbe candidato nelle sue liste Giuseppe Lumia (per di più violando un patto che impedisce a Idv di accogliere gli esclusi del Pd). Ad aggravare la situazione ecco Arturo Parisi che ieri ha nuovamente minacciato di ritirare la propria candidatura, non pago delle scuse di Massimo Calearo. «Basta autolesionismi» ha detto Veltroni ai suoi. E' quindi partito l'ultimatum ai radicali. Il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, che ha gestito la trattativa con Emma Bonino e Marco Cappato, ha inviato loro una missiva in cui si chiedeva non solo accettare entro le 21 le candidature, ma anche di firmare una lettera in cui i radicali si impegnano ad una campagna elettorale «seria», «per vincere» e non contro il Pd stesso. E' stata Rita Bernardini ad allentare la tensione, ricordando la firma da parte dei radicali, mercoledi pomeriggio, dell'accettazione delle candidature: «Questa è già una risposta puntuale e inequivocabile». Da Forli Veltroni ha fatto capire che l'accordo era fatto nonostante Bonino e Cappato, ieri a Bruxelles, non avessero ancora firmato: «Dopo un baillamme inutile e dannoso hanno aderito all'accordo proposto. Adesso stiamo in un solo gruppo elettorale e in un solo programma». A questo punto è arrivata anche una dichiarazione di Marco Pannella, che annunciava «il superamento dell'impasse di questi giorni». Veltroni ha poi risolto anche la vicenda dell'esclusione di Beppe Lumia dalle liste del Pd, grazie al passo indietro del prof. Ignazio Marino, che ha rinunciato ad essere il capolista in Sicilia per il Senato. La decisione è stata presa da Veltroni dopo un colloquio con Anna Finocchiaro. Ci si è resi conto che la non ricandidatura dell'ex vice presidente dell'Antimafia (quattro legislature) avrebbe potuto essere interpretata come un abbassamento della guardia nella lotta alla mafia.BR