Camilla dalla danza ha «contagiato» Anna
bPAVIA. /b «Oltre all'impegno scolastico pratico il nuoto e la danza, ma il rugby mi piace tantissimo. C'è da divertirsi nel placcare l'avversario e andare in meta». Le parole di Camilla Gatti, che frequenta la prima media alla Leonardo di Pavia, confermano come la palla ovale piaccia sempre più anche alle ragazze. Per altre il coinvolgimento dell'amica è stato il punto d'inizio: «Il rugby lo conoscevo perché mio zio ha giocato nel Cus Pavia - spiega Anna Yachaya, prima media alla Leonardo - . Provandolo a scuola l'ho trovato divertente è stata Camilla Gatti, la mia migliore amica, a coinvolgermi. Non tutte le nostre compagne però la pensano come noi, siamo solo in tre nella nostra classe a giocare a rugby». La terza del gruppo della Leonardo Da Vinci è Amina Fraccaro: «Per me il rugby è stata una novità assoluta, scoperta quest'anno a scuola. Pratico il nuoto e studio musica, suono il pianoforte - ci spiega la giovane studentessa pavese - . Di questa disciplina mi ha conquistato per lo spirito di gruppo, c'è molta unione tra i compagni ed è bello». In campo anche chi attraverso la scuola è arrivato poi all'agonismo con il Cus Pavia: «Gioco nell'Under 15 - spiega Patrick Caruso - . Il rugby ti insegna rispetto per l'arbitro e poi il terzo tempo è l'esempio di come finito il confronto si debba essere sempre tutti amici». Dalla Polonia Mariusz Lepianka ha scoperto la palla ovale in Italia attraverso quest'opera di promozione nelle scuole. C'è chi come Kevin Corona comunque alla fine non tradisce il calcio per l'amicizia con i compagni della Polisportiva Sant'Alessandro. Anche i vogheresi del Plana la pensano nello stesso modo. «E' divertente il contatto fisico» spiega Nicola Mezzina. «Il calcio continua però ad attirarci di più perché sport più popolare in Italia», aggiunge Ajoub Bouchari, mentre Filippo Salomone ammette come nel rugby la corsa lo favorisca e gli piaccia perché pratica atletica leggera. Commenti positivi anche dai ragazzi della Matilde di Canossa: «Il rugby lo guardo in tivù e mi piace la correttezza degli atleti e anche degli spettatori», giudica Janpol Landolfo. «Il confronto con i maschi, cercando di correre più di loro o di placcarli mi diverte», conclude Veronica Bianco. (e.v)BR