Avanti con la difesa del Parco

L'emendamento Boni è stato stralciato. E' una vittoria del buon senso, non tanto dell'assessore lombardo Boni, quanto di chi ha condotto da novembre - e sono tanti fra cittadini, associazioni, sindaci, consiglieri e presidenti di Parco - una battaglia trasparente contro una norma che indiscutibilmente affidava alla Regione il compito di decidere sulle varianti urbanistiche se non c'era accordo fra un Comune e l'ente parco coinvolto.BR Il fatto che questo emendamento avrebbe avuto effetti ridotti sul Parco del Ticino (forse) grazie al Piano Territoriale di Coordinamento, come dice la presidente Bertani, è ininfluente ai fini del dibattito. Non ha infatti senso dire che un emendamento è inifluente se non «mi riguarda» direttamente. Ti riguarda, anzi ci riguarda direttamente se ha influenza sull'intero sistema dei Parchi Lombardi, con particolare attenzione al Parco Agricolo Sud Milano.BR Ora chiudiamo velocemente questa discussione e parliamo del futuro. Che è qui, a partire dal momento di confronto del 19 marzo, dove è necessario ritrovare quella serenità e quella unità fra presidenti che ha sempre fatto di Federparchi un interlocutore importante e forte.BR La partita in gioco è la nuova proposta di legge regionale sulle aree protette, quindi le competenze dei Parchi, quindi l'impianto culturale su cui basarsi nei prossimi anni.BR Un momento fondamentale per dare voce a qualche idea ambiziosa, che rilanci il ruolo dei Parchi, superando l'impostazione che vede negli stessi o spazi per tutelare e rigenerare animali e piante, o «mostri» burocratici e vincolistici per alcuni, o ultima frontiera contro i cementificatori per altri.BR Occorre un approcio diverso, che faccia dei Parchi laboratori di sperimentazione di modelli economici amici della natura, occasione di sviluppo e impresa. Il tutto unendo le migliori risorse del territorio, promuovendo giovani imprese, progetti innovativi e associazioni di volontari. Insomma, il Parco come agenzia di sviluppo sostenibile sul territorio, capace di costruire rapporti virtuosi con gli Enti Locali, e non essere percepito, ingiustamente, come fattore di limitazione della crescita.BR Quindi perseguire con decisione quanto già previsto nel Documento Programmatico 2008-2013 del Parco del Ticino quando si parla di «sviluppo intelligente del territorio», sapendo però che l'insidia è dietro l'angolo.BR E l'insidia si chiama centralizzazione dei poteri e delle funzioni, e nella bozza di progetto di legge licenziata dalla giunta regionale, ce n'è più di una traccia. Per esempio la nomina «su indicazione» del Governo regionale che espropria i consigli di amministrazione dei Parchi della possibilità di scegliere il proprio direttore, con una virata centralistica davvero invasiva sulla gestione dei Parchi.BR C'è inoltre un pesante attacco nei confronti dello statuto stesso dei Parchi e il superamento di un'esperienza di segno consortile, a favore di una loro trasformazione in enti semplicemente regionali, in cui le realtà locali abbiano meno rappresentatività. Una devoluzione all'incontrario, con il conferimento di tutti i poteri al governo regionale.BR Quindi il buon senso continui, si riprenda quel percorso di unità di intenti che ha contraddistinto l'azione del Parco del Ticino, si ragioni tutti insieme, oltre gli steccati, perché anche sulle tematiche di sostenibilità ambientale si proceda in termini di innovazione e non di conservazione, da qualunque parte essa arrivi, consci che la tutela del proprio territorio non si ferma al «proprio» Parco.BR bLuigi Duse /bvice-presidente del Parco del Ticino BR BR Pavia, l'antenna al ValloneBR Non c'è due senza treBR BR Era risaputo da tempo che l'attuale Amministrazione comunale di Pavia avesse una «forte inclinazione ambientalista». Con questi risultati:BR - diffusa cementificazione di numerosi spazi liberi, anche verdi, con conseguente abbattimento di alberi;BR - pochi e poco incisivi provvedimenti in materia di inquinamento atmosferico dovuto alla circolazione dei veicoli a motore;BR - trasporto pubblico poco efficiente (tempi di percorrenza elevati) che non incentiva i cittadini, che hanno l'esigenza di muoversi dovendo rispettare dei tempi, a non utilizzare l'automobile;BR - corsie preferenziali per i mezzi pubblici neanche a parlarne;BR - piste ciclabili risibili, senza manutenzione.BR Gli interventi effettuati da questa Amministrazione, acquistano maggiore significato se osservati dai cittadini del Vallone-Crosione, i quali si sono battuti per impedire uno scellerato ampliamento delle case popolari di piazzale Crosione che verranno edificate sull'unico spazio verde del quartiere adibito a parco giochi.BR Ora sono passati alla piantumazione nel parco urbano di via Allende di alberi d'acciaio alti decine di metri con rami elettromagnetici. Quale sarà il terzo intervento tanto per restare nel tema?BR bComitato per il Crosione /bPavia