«Una task force per il paese»
bGRAVINA DI PUGLIA. /b«Ti chiedo di valutare la estrema, eccezionale urgenza di un punto all'ordine del giorno del Consiglio regionale pugliese» per la «rapida istituzione di una task force in grado di rassicurare i tumulti di sentimenti in disordine e di porre mano in tempi strettissimi alla realizzazione di sicurezze urbane». Lo scrive il sindaco di Gravina in Puglia, Rino Vendola, al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in una lunga lettera aperta dettata dai «sentimenti spezzati dall'angoscia, per quel filo di speranza irrimediabilmente reciso» per i fratellini Ciccio e Tore Pappalardi. «Più volte - scrive tra l'altro il sindaco, descrivendo la particolarità della costruzione della città, arroccata sulla gravina - ho raccontato come qui si possa entrare su di una sorta di macchina del tempo per scendere giù, sempre più giù, fino agli inferi, per arrotolare o srotolare i secoli e guadagnare persino il com'era durante l'assedio saraceno, i giorni dell'arrivo di Silla o di Alessandro il macedone. Questa enormità urbana - un secolo sull'altro - si mantiene e sostiene come scala di bicchieri di cristallo, gli uni sopra gli altri. In bilico». «E cosi - racconta Rino Vendola - da piazza Arcangelo Scacchi, scendendo per via Matteotti sino alla punta di via Marconi, attraversata piazza della Repubblica e piazza Plebiscito, assisti ad un disastro ambientale. Una pavimentazione colabrodo con l'acqua che penetra, scivola rapidamente sotto a colmare cantine, foggiane e grotte per sbriciolare, prima o poi, anche le fondamenta dei palazzi circostanti. Per lutti che potranno ripetersi». «Il rione Piaggio - spiega il sindaco - è abbandonato da quarant'anni, mentre le case sventrate ed implose si aprono negli anditi pericolanti, nei pozzi e sotterranei, invitanti ad un degrado senza limite. Il rione Fondovito, pure abitato, si rappresenta ancora più pericolosamente per la presenza di voci, di odori, di grida di bambini. La città del burrone si offre al sole ed alla luna, alle nebbie ed al gorgoglio delle acque de La Gravina tra chiese rupestri e meandri di grotte, riuscendo persino a disegnare una geometria dell'acqua piovana per una sete antica».BR