Rovescala lancia il patto alla piemontese
b ROVESCALA./b b Una volta era il «Vecchio Piemonte», denominazione di uso comune. Terminologia geografica poi accantonata per rispetto al vino d'Oltrepo. Ma il concetto, però, potrebbe tornare tornare di moda dal punto di vista istituzionale e amministrativo. Lo sostiene, il sindaco di Rovescala, la capitale indiscussa del Bonarda, uno dei vini più tipici dell'Oltrepo collinare. Corrado Del Forno evoca il Piemonte parlando dell'accorpamento fra più Comuni per far fronte ai problemi d'investimento e di bilancio che si fanno sempre più assillanti. E il modello potrebbe essere quello piemontese.BR /b «Certamente in Piemonte - dice Del Forno - ci sono esempi che meritano la massima attenzione. Si tratta di Unioni di collina Intercomunali, molto allargate, fra più Comuni ovviamente contigui e con gli stessi problemi da affrontare ed interessi, quindi, omogenei. Un tipo di Unione non riconosciuta dallo Stato, ma dalla Regione. Una formula che funziona egregiamente e della quale beneficiano i piccoli comuni, che altrimenti faticano a sopravvivere e il territorio».BR Rovescala fa parte di un' Unione con Santa Maria della Versa e Canevino. «Funziona bene, siamo molto soddisfatti» riferisce il sindaco che vorrebbe fare un passo in avanti su questo fronte. Lui ed altri suoi colleghi (16 in tutto), della Valle Versa e non solo, ancora una volta, l'altra sera, si sono ritrovati a Golferenzo per discutere e valutare situazioni, problemi e soluzioni, possibilmente da affrontare in chiave congiunta. Un summit che sta diventando periodico, a cadenza mensile od anche meno, indizio di una realtà che si sta muovendo in modo quanto mai unitario. «Alcuni servizi - rileva il sindaco a Rovescala - sono possibili solo in chiave intercomunale. Per quanto riguarda, ad esempio, la vigilanza urbana noi siamo associati ad altri sei comuni della zona».BR Terra di pregiati vigneti e soprattutto di un vino superbo citato in un documento storico datato 1192 e conservato all'Archivio di Stato di Milano, Rovescala è molto attenta al sociale. Sia verso gli anziani sia verso i giovani. I primi - come è usuale in quasi tutti i Comuni della collina - sono più di un terzo della popolazione: «Fra i vari servizi attivi, ricorda il sindaco, sono attivi da un anno il prelievo a domicilio in caso di esami e il trasporto per visite specialistiche. L'obiettivo è di arrivare a poter distribuire pasti caldi per gli anziani che vivono soli». Ma si guarda con molta puntualità di intervento anche ai giovani e giovanissimi: «Certo - replica il sindaco - ci teniamo molto a garantire servizi adeguati».BR Uno di questi è davvero unico: sostegno ai quei ragazzi che hanno bisogno di un aiuto extrascolastico per stare al passo con i programmi.BR «Ne seguiamo tre» precisa il sindaco di Rovescala. In primo piano, ovviamente, anche il turismo e la promozione del vino: fiore all'occhiello è la 'Primavera dei Vini" giunta alla venticinquesima edizione. Una vera e propria hit parade per vini, ma anche per salumi (in paese ci sono tre negozi specializzati) ovviamente nostrani e per l'artigianato (dieci aziende, con prevalenza operanti nell'edilizia a cui si aggiunge un salumificio industriale), con tanto di mostra di pittura ed opere esposte di cinque artisti contemporanei di fama nazionale. Vino e arte tra i vigneti. Il Comune però pensa ad un patto che migliori i servizi risparmiando e prendendo atto che i trasferimenti dalla Stato saranno sempre meno. L'unione potrebbe davvero fare la forza.BR bPierangela Ravizza /b