«Avere una casa mia? Ci ho rinunciato»

b PAVIA./b Marco ha 27 anni. Diplomato all'Itis, ha iniziato subito a lavorare: lavori stagionali, il passaggio obbligato dallo zuccherificio di Casei e qualche lavoro in nero. Poi il primo contratto a tempo determinato, e ora lavora a tempo indeterminato come operaio di turno in una nota azienda energetica. Da qualche mese abita da solo: «Ce l'ho fatta perché sul conto avevo lo stipendio di dicembre e la tredicesima - racconta - ma ora la mia famiglia può contare su 500 euro in meno al mese: prima versavo loro un terzo dello stipendio». Nei primi mesi di vita autonoma, tra caparra, anticipo del primo mese di affitto e allacciamenti di acqua, luce e gas più di 2.000 euro hanno preso il volo. «Pensare a un mutuo è impossibile, mi ero anche informato, ma non ce l'avrei mai fatta». I conti in tasca sono presto fatti: lo stipendio è di circa 1.500 euro perché Marco fa i turni: «Un operaio normale tutti questi soldi se li sogna». In affitto se ne vanno 300 euro più spese e bollette. Il cibo? «Solo al discount, faccio la spesa una volta alla settimana o ogni due settimane, il supermercato è troppo caro». Poi c'è la macchina, «comprata quattro anni fa con un finanziamento totale ancora da pagare: 350 euro al mese fino alla fine di quest'anno, più assicurazione (400 euro) e bollo». Mettere via qualche soldo è un'utopia, perché tutto quello che resta dalle spese fisse se ne va in benzina, e il lusso più grande è comprarsi qualche libro ogni tanto. Per il momento anche la passione per i viaggi resta un ricordo. «Io sono fortunato: ma è impossibile tirare avanti, il governo passato e quello che vincerà continuano a vessare la classe dei lavoratori senza che sia permesso loro i fare nulla». (a.gh.)BR