Pavia, la sfida della 4ª settimana

b PAVIA./bb Quattro storie simbolo, quattro persone che alla 'quarta settimana" del mese arrivano scrutando desolate nel portafoglio. Perchè mancano anche i soldi per fare la spesa. Non sono che lo specchio di una realtà che si sta allargando a macchia d'olio, quella fatta non più solo di anziani e stranieri in coda all'hard discount o impegnati a frugare cassonetti per recuperare gli scarti. C'è chi fino a qualche anno fa avrebbe dormito senza incubi la notte, pensando a come arrivare a fine mese con lo stipendio, e che invece oggi è costretto a tirare la cinghia.BR /b Alle associazioni dei consumatori arrivano richieste di aiuto per capire bollette troppo salate, aumenti ingiustificati. Ma anche per raccontare storie di ordinario disagio «Che non solo non arrivano alla quarta settimana - dice Mario Spadini, di Federconsumatori - Ma sono in crisi già alla terza».BR «Ormai svolgiamo attività di volontariato - spiega Gianni Ambrosini dell'Mcp, movimento diritti consumatori - Per ricevere consulenza ci si deve associare. Ma ci sono persone che non hanno nemmeno quei 5 euro. Sono sempre di più quelli in gravi difficoltà: pensionate con 500 euro di pensione minima alle quali arrivano bollette del telefono con consumi per numeri speciali, connessioni a internet e nemmeno sanno cosa sia un computer. E anche solo dieci euro in più non riescono a pagarli».BR Per molti la nuova frontiera è arrotondare lo stipendio. «Da Caritas e San Vincenzo ci arrivano di continuo segnalazioni di gente che, pur avendo un lavoro, cerca una seconda occupazione per sbarcare il lunario - racconta Cesare Germani di Adiconsum -. Perchè ha famiglia e non riesce a mantenerla. Se poi c'è un affitto da pagare le cose si complicano, se c'è un mutuo è addirittura peggio».BR Anche ieri mattina Germani è partito in esplorazione nei supermercati. «Il luogo che mi sconvolge più di tutti è il Lidl di San Martino - spiega - C'è la fila di stranieri e di pensionati che prendono il bus per arrivarci da Pavia. Prendono la linea 1 e si fanno quei 500 metri a piedi. Perché i prezzi sono stracciati. Ma oggi, in alcuni centri commerciali, si profila una nuova trappola: qualcuno accetta la formula 'compri oggi e paghi tra sei mesi". E cosi ci si trova indebitati anche per la spesa alimentare». «Sui supermercati bisognerebbe accendere i riflettori - dice anche Spadini - Stanno facendo cartello. Ha denunciato la situazione persino il Parlamento Europeo che ora chiede chiarimenti». (m.g.p.)BR