«Il mio impegno da segretario»

b PAVIA./b Una vittoria annunciata. Antonio Ricci, esponente di Libertà e Giustizia, ha sbaragliato, l'altra sera in casa Pd, il suoi due avversari politici candidati alla carica di segretario cittadino. Con 35 voti si è aggiudicato la prima poltrona nel partito a Pavia. Nulla da fare invece per il Roberto Dionigi appoggiato da Bosone e Villani, (26 voti) e per Fiorangela Bagatti (3 voti, proveniente dal circolo Nord Est). Si sono registrate anche due schede nulle: una per Antonio Sacchi (che era stato uno dei possibili candidati), l'altra per Luigi Duse. A votare sono stati chiamati in 68: sindaco, consiglieri comunali, e gli eletti nei cinque circoli del Pd cittadino. Il prossimo passo sarà la nomina del comitato esecutivo cittadino di cui fanno parte i cinque portavoce dei cinque circoli.BR bCom'è andata?/bBR «C'era una bella atmosfera, perchè è stata la prima vera sfida sul territorio all'interno del Pd, con più candidati che si contendevano una carica alla luce del sole. C'è stata molta discussione».BR bE due candidature a sorpresa.../bBR «Si. La mia l'ho presentata ufficialmente tre settimane fa. Allora era l'unica. L'altra sera sono state avanzate anche quelle di Dionigi e Fiorangela Bagatti».BR bNon se l'aspettava?/bBR «No, ma speravo che ci fossero altre candidature. Conosco personalmente Dionigi perchè con lui ho lavorato in Libertà e Giustizia, e mi ha fatto piacere che si candidasse. Anche la Bagatti ha fatto un buon discorso. Poi si è aperta una vivace discussione».BR bPerchè vivace?/bBR «A differenza di altre elezioni del passato, non si è parlato di temi nazionali ma dei candidati. Si è spiegato per chi si voleva votare e perchè».BR bSecondo lei perchè la maggioranza dei votanti l'ha scelta?/bBR «La mia è diventata una candidatura che rappresenta le istanze del rinnovamento. Delle varie anime del Pd, tutte tranne una hanno appoggiato il mio nome».BR bTra gli altri candidati è stata soprattutto l'ex Margherita a farsi avanti. Narcisismo politico?/bBR «Tutti i gruppi hanno la pretesa di contaminare gli altri con le proprie idee. Noi facciamo un viaggio comune: il Pd è plurale, abbiamo idee diverse e lavoriamo per una sintesi».BR bIl punto di forza del suo programma?/bBR «Dire chiaramente che un partito come il Pd deve essere guidato da una persona che non ha altri incarichi, al fine di potersi dedicare al radicamento del partito a Pavia».BR bQuindi il passaggio fondamentale ora è l'organizzazione.../bBR «Occorre far conoscere il partito, avere il tempo di avvicinare la gente, far parlare i cittadini».BR bE Pavia come sta rispondendo al Pd?/bBR «Molto bene. Anche alle elezioni del 25-26 gennaio scorso sono venute a votare molte persone, pur dovendo pagare 5 euro. Abbiamo avuto candidature molto valide».BR bCosa vi chiede la gente?/bBR «Passi concreti verso un modo diverso di fare politica, ma senza stravolgere completamente gli assetti dei partiti».BR bQuale sarà il vostro rapporto con l'amministrazione comunale di Pavia?/bBR «Cercheremo una stretta collaborazione, ma evitando che ci si appiattisca sull'attività dell'amministrazione».BR bE cosa vi chiede l'anima critica del partito?/bBR «La richiesta comune è quella di essere in grado di rappresentare tutte le sensibilità nel Pd pavese. Prendo l'impegno di valorizzarle tutte: da quella cattolica, agli ex Pds-Ds, a quella legata a Legambiente. L'impegno è anche quello di riavvicinare persone che si sono allontanate».BR bC'è un dialogo con il Centrodestra?/bBR «Bisogna fare un discorso civile. In campagna elettorale la cosa più importante è parlare delle nostre proposte e confrontarle civilmente con gli altri programmi. Non penso che l'essere l'uno contro l'altro possa pagare. Lo stile di Veltroni, ossia dialogare all'interno del partito ma anche fuori, è il nostro punto di riferimento».BR bIl progetto più urgente per Pavia?/bBR «Cercare di porsi come stimolo affinchè le grosse ricchezze che ci sono in città inizino a collaborare. Ricchezze come l'Università e il Polo sanitario, che vanno accompagnate nella loro opera. Guardando anche a sicurezza e qualità della vita. Il Polo tecnologico sta finalmente decollando, penso tra pochi mesi si riesca ad avviare il progetto. Perchè Pavia è nei fatti la città dei saperi» (d. z.).BR