Anche per il grano prezzi impazziti
b ROMA./b Il prezzo del grano è salito ancora fissando il nuovo record di oltre 31 centesimi di euro al chilo alla fine delle contrattazioni al Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.BR Una tensione sui prezzi che si riverberà sui consumatori finali che hanno visto lievitare il prezzo del pane e della pasta di un trenta per cento rispetto allo scorso anno. Aumenti che hanno dato una spallata ai bilanci familiari alle prese con una raffica di aumenti legata alla crescita dei prezzi al consumo.BR Il Garante sui prezzi, Antonio Lirosi, ha annunciato che convocherà le associazioni dei panificatori «per fare il punto sulla dinamica del prezzo del pane» e vedere se ci sono stati aumenti ingiustificati. Sarà il terzo tavolo di confronto dopo quelli già avviati per latte e carne. Lirosi ha fatto un accenno anche al dossier della Commissione europea che parla di un aumento ingiustificato del 5% sul prezzo del pane nella grande distribuzione per precisare di aver avviato incontri con i soggetti della filiera produttiva «per intervenire in maniera strutturale» aumentando ad esempio la produzione di grano in Italia anche in presenza del forte aumento del prezzo del grano a livello internazionale «sul quale ci sono speculazioni».BR La Coldiretti, nel sottolineare che il prezzo fissato a Chicago per bushel (pari a 27,2 chili) è stato alla chiusura di 12,80 dollari per i future con consegna a marzo, rileva che i prezzo fa segnare un 40 per cento in più rispetto alle quotazione di inizio anno.BR Se le principali multinazionali americane si sono garantite con contratti di fornitura di lungo periodo, nell'Unione Europea l'effetto - sottolinea la Coldiretti - risulta contenuto dal buon rapporto di cambio dell'euro sul dollaro anche se l'aumento del petrolio influenza il costo dei trasporti.BR L'andamento del grano conferma le previsioni dei principali analisti economici, come il World Economic Forum (WEF) di Davos secondo il quale la riduzione della disponibilità alimentare è, insieme alla crisi del petrolio, alla recessione Usa e alla globalizzazione dei rischi, tra le minacce per l'economia mondiale da qui a dieci anni. Una analisi peraltro coerente con l'International Food Policy Research Institute per il quale - riferisce la Coldiretti - è finito il tempo dei prodotti agricoli a buon mercato e, dopo un lungo periodo con prezzi in continua riduzione, si sta registrando una inversione di tendenza strutturale per effetto dei cambiamenti climatici che provocano una riduzione delle terre coltivate e un calo delle rese produttive, della domanda crescente di prodotti alimentari a base di latte e carne da parte di paesi emergenti come India e Cina, ma anche dello sviluppo dei biocarburanti ottenuti dalle coltivazioni agricole.BR Ma l'andamento record del prezzo del grano alla borsa di Chicago è - sostiene la Coldiretti - anche il frutto di speculazioni internazionali che si sono spostate dai mercati finanziari in difficoltà a quelli delle materie prime agricole di cui non beneficiano certamente gli agricoltori italiani che hanno già raccolto e venduto da tempo le produzioni.BR