Il furto e l'estorsione erano falsi Due romeni denunciati per calunnia

b PAVIA./b Ai carabinieri hanno raccontato che qualcuno aveva rubato la loro auto e poi aveva chiesto soldi per la sua restituzione. Insomma, un furto e una tentata estorsione. Ma non era vero. Due romeni, Surai T., di 29 anni, e Caludia B., una donna di 24 anni, sono stati denunciati per calunnia e per simulazione di reato. Al giudice dovranno spiegare perché hanno accusato ingiustamente un loro connazionale, Ioan C., di 34 anni.BR Ma partiamo dall'inizio. Il 9 novembre 2007 la coppia si presenta ai carabinieri di Borgo Ticino per denunciare una vicenda di cui dicono di essere le vittime. Riferiscono ai militari che qualcuno ha rubato la loro auto, una Bmw, in via Dei Mille, dove i due abitano e dove l'auto era parcheggiata.BR Aggiungono poi un altro dettaglio. Raccontano che un loro connazionale, pochi giorni dopo il fatto, telefona loro dicendo di sapere dove è l'auto e chiedendo del denaro per la sua restituzione. In altre parole sarebbero stati vittime di una tentata estorsione. Ma il racconto non convince affatto i carabinieri, che, su indicazioni del capitano Claudio Arneodo, avviano un'attività investigativa. Le indagini dei militari permettono, cosi, di ristabilire la verità.BR Il 34enne, accusato di essere la mente di un piano diabolico, era in realtà estraneo ai fatti. I militari hanno anche ricostruito le vere ragioni di questo comportamento. Hanno scoperto, infatti, che l'auto era stata acquistata regolamente dal 34enne, che però non aveva potuto intestarsela perché irregolare sul territorio. La vettura era stata cosi intestata alla donna, in attesa che entrassero in vigore le norme sull'entrata in Europa della Romania.BR Nessuna estorsione, quindi. Il 34enne chiedeva solo la consegna dell'auto che aveva pagato con i propri soldi. E' a questo punto che la coppia, per anticipare qualunque azione del 34enne, decide di inventarsi il furto dell'auto, della richiesta di denaro e dell'appuntamento con un fantomatico estorsore. I due sporgono denuncia, ma vengono scoperti e denunciati, a loro volta, per calunnia e per simulazione di reato. (m. fio.)BR