Tanti giovani per ricordare Andrea nel giorno del dolore più grande
bGARLASCO. /bAlle 14 il sacrestano apriva il portone della chiesa parrocchiale. Diversi gruppetti di ragazzi aspettavano da un po'.BR Ma ieri non era il solito appuntamento in piazza: si sono trovati per dare l'ultimo saluto ad Andrea Ghigna, il ventenne di Dorno morto giovedi scorso in un incidente stradale sulla provinciale 206, all'altezza di Scaldasole. Stava tornando dal lavoro in auto, quando l'impatto violento con un pullman di linea gli è stato fatale.BR A Garlasco, dove aveva vissuto in passato, sono state celebrate le esequie dal curato don Gianluigi Repossi.BR In chiesa c'erano tutti gli amici di Andrea, quelli dell'Itis Cardano di Pavia, ma anche quelli di infanzia che hanno voluto dargli l'ultimo saluto. Tre ragazze in quinta fila, spostate nella navata sinistra, hanno pianto tutto il tempo facendosi coraggio l'una con l'altra.BR In prima fila c'erano i genitori, il fratello e i nonni di Andrea, ad ascoltare le parole di conforto di don Gianluigi.BR Facce semplici, di giovani, che davanti alla bara con le rose bianche, hanno ripercorso la propria amicizia con Andrea. Avrebbero voluto leggere qualcosa durante la cerimonia.BR Ma come ha detto uno di loro, «non ce la facevo nemmeno a parlare». Le parole sono state cosi quelle delle sacre scritture. Ieri pomeriggio, hanno risuonato nella parrocchiale. «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto», dice la sorella di Lazzaro, Marta.BR «Noi ritroviamo - ha detto don Gianluigi - il nostro dolore e la nostra sofferenza, il tormento e il dubbio e non ci diamo pace di fronte alla morte delle persone. Come possiamo credere che Dio sia un padre buono di fronte a tragedie come questa. Giobbe chiede a Dio il perché della sofferenza e Dio risponde che è un mistero». Ma allo stesso tempo nel Vangelo di Luca si sottolinea come Gesù sia disponibile con tutti. «Con Lazzaro, ma anche con Ponzio Pilato e i due ladroni».BR Per questo il sacerdote ha invitato i fedeli ad un atto di fede e di preghiera, che non può certo medicare la sofferenza, ma sarà il sostegno ad Andrea nel suo viaggio verso il Creatore.BR «La fiducia in Dio - ha detto il sacerdote - è l'unico modo per sopportare la perdita di un famigliare, perché ci sono sofferenze che non si possono evitare. La fede non è una virtù alla quale non si ricorre soltanto in queste occasioni, ma dev'essere coltivata sempre».BR Il sacerdote ha invitato cosi amici e parenti di Andrea Ghigna a pregare per lui, «perché possa essere ricevuto da subito in paradiso, vicino a Dio». (a.ball.)BR