Lettera di Cobolli, Petrucci difende i fischietti

b TORINO. /bLa lettera di Cobolli Gigli alla Figc e all'Aia dopo l'arbitraggio di Reggio Calabria, ha scatenato una valanga di polemiche. «Rispetto tutti quelli che fanno un'azione civile, con toni e contenuti assolutamente civili» è stato il commento del presidente del Coni Gianni Petrucci. «Si era detto all'inizio della stagione che questa era la linea di rinnovamento, sappiamo che questo è il momento più caldo del campionato, ma io ribadisco l'ampio appoggio e il totale rispetto per il lavoro della Federcalcio e dell'Aia». Per Ernesto Paolillo, ad dell'Inter, «ognuno reagisce come vuole, io sono comunque convinto che tutto questo finisce con il mettere uteriore pressione e nervosismo sulla classe arbitrale. Tutte le squadre finiscono per subire torti ed ingiustizie, se queste sono in buona fede possiamo parlare di inadeguatezza, se come in passato c'è malafede l'aspetto è totalmente diverso». Ed interviene anche Giulio Andreotti: per il senatore la lettera è sbagliata e sottolinea che a volte «sarebbe meglio abbozzare. Sono passati decenni da quando gli altri brontolavano quando era favorita la Juve, non andrebbe messa la pulce nell'orecchio dei tifosi, va bene farla ma non pubblicizzarla». Luca Cordero di Montezemolo: «Mai visti cosi male». Ma quella a cui si unisce Montezemolo non vuole essere una crociata contro i fischietti, tanto meno contro il designatore-allenatore Pierluigi Collina, chiamato a traghettare la difficile era del dopo Calciopoli. Infine la lettera del presidente juventino non ha «commosso» Franco Zeffirelli, tifoso della Fiorentina.BR