Saper dare ascolto prima che sia tardi
Di fronte al doloroso sgomento che la lettera di Giuliana Mombelli ci ha suscitato, viene spontaneo cercare sollievo nella ricerca delle responsabilità. I funzionari dell'Inpdap, i medici che erano tenuti ad effettuare la visita o, più in generale, la burocrazia con le rigide procedure che la rendono lontana dalle persone e insensibile alle loro esigenze. E' giusto denunciare limiti e mancanze, quando ci sono, ma di fronte ad una testimonianza cosi toccante non sembra sufficiente.BR In realtà, con quelle poche righe asciutte e severe, scritte qualche giorno prima di morire, Giuliana Mombelli ci interpella tutti. Ciascuno di noi si può interrogare. Quelle parole vengono da una persona che aveva rispetto del proprio ruolo di funzionario pubblico, amava far bene il proprio lavoro e lo ha svolto finché la malattia glielo ha consentito. E' anche questa coerenza, lo si capisce leggendo la lettera, che le dà il diritto, quando viene coinvolta in un caso personale, di formulare una richiesta e di aspettarsi una risposta.BR Chi ha a che fare con la pubblica amministrazione lo sa bene. Quante volte le procedure che non ammettono eccezioni, le liste d'attesa da rispettare, le carenze di personale, la penuria di fondi costituiscono altrettanti alibi per non ascoltare le richieste delle persone. E per non rispondere, magari con una telefonata. Succede negli enti locali come nella sanità, negli istituti scolastici come negli enti previdenziali. Non si tiene presente che dietro ogni pratica da sbrigare, accatastata in qualche ufficio o archiviata nel file di un computer c'è una storia, un volto, un dolore, una speranza. A volte un dramma. Come una malattia incurabile aggravata dalla paura di cadere in una situazione di precarietà economica. Parlando con pubblici funzionari capita di sentire frasi del tipo: «Se dovessimo dar retta a tutti, non ce la faremmo a smaltire il lavoro». L'uniformità delle procedure burocratiche sembra incompatibile con la singolarità del caso umano. Ma un altro modo non è possibile? Non è possibile conciliare l'efficienza con un ascolto più attento e con risposte più tempestive?BR «Egregio Direttore - chiede Giuliana Mombelli - perché non modifica le modalità organizzative per andare incontro alle persone malate?».BR Dal suo caso personale fa nascere la richiesta di un impegno a vantaggio di tutti, coerente, ancora una volta, con l'etica professionale che ha ispirato la sua vita.BR Ma la sua lettera ci interpella anche in un altro senso, più intimo e profondo. Un senso che riguarda il mondo delle relazioni e degli affetti di ciascuno. Quante volte ci capita di non dare autentico ascolto alla domanda di una persona vicina? Quante volte non le facciamo pervenire una risposta perché distratti da mille altre incombenze? Salvo poi rimpiangere di non averlo fatto, quando quella persona è scomparsa. La vita è una sola, sembra dirci Giuliana. Ed è breve. E' meglio fare un po' più di attenzione agli altri, prima che sia tardi.BR bRiccardo Agostini /bVigevano BR BR Un'illusione pericolosaBR per tutte le donneBR BR Colpite, ancora una volta. Vien voglia di rivolgersi al Wwf per richiedere di tutelare una specie - «donna laica, che se rimanesse incinta probabilmente non abortirebbe, ma desidera che ogni donna abbia la possibilità di scegliere» - che evidentemente è in via d'estinzione, visto che i dibattiti in corso.BR Abbiamo assistito ad ogni sorta di attacco a quei diritti faticosamente conquistati nemmeno tanto tempo fa. Si è attaccata, e si continua ad attaccare da più parti, la legge 194; si è fatto un referendum con toni da stadio sulla fecondazione assistita e non è stato divertente constatare come le voci a favore dell'astensione fossero infinitamente più forti e numerose di quelle che, ancor prima di invitare a votare si, tentavano quantomeno di spiegare onestamente ai cittadini i contenuti dei quesiti; il Papa, con il solito abbondante e trasversale stuolo di sostenitori, non abbandona la sua crociata contro la Ru 484, la pillola che potrebbe rendere solo un tantino meno traumatici gli aborti.BR Dov'è la logica? In qualunque campo della medicina si saluta con entusiasmo la scoperta di interventi e cure meno invasivi, meno cruenti, meno dolorosi. La pillola abortiva invece fa storcere il naso, e - che coincidenza! - sempre nel nostro Paese, fatica a diffondersi negli ospedali la pratica dell'anestesia epidurale per le partorienti. Forse che la sofferenza delle donne «in quanto donne» è meno meritevole di attenzione e di lenimento?BR Che strano Paese. In Italia è solo dal 1996 che lo stupro non è più considerato reato contro la morale, ma contro la persona. Il Vaticano e i suoi più fidi alleati (la cui platea, ci pare, si sta ampliando) tuonano contro l'aborto in nome della difesa della vita, ma difficilmente spendono una parola sulle statistiche da cui risulta come sia drammatica la piaga della violenza contro le donne, massimamente in ambito familiare.BR Ogni discussione sulle libertà e sui diritti individuali viene sabotata in nome dei valori cattolici; i cittadini possono contare tranquillamente sulla libertà di scelta e sul riconoscimento dei diritti individuali solo fino al punto in cui ciò sia tollerato dalle gerarchie ecclesiastiche - in caso contrario, ogni conquista rimane sempre fragile, ogni giorno c'è il rischio concreto di un arretramento.BR Sono tempi in cui si fa già una fatica bestiale a conservare quel che è stato raggiunto, perché i recenti tentativi di ampliare tali limiti (pensiamo ai Dico, pensiamo al testamento biologico) finiscono per arenarsi davanti alla potenza delle varie lobbies politiche trasversali agli schieramenti partitici.BR Ora, secondo l'Istat, i credenti «militanti» sono circa il 10% della popolazione, i semplici credenti praticanti si attestano su un 15-20%. In tutto fa un 30% scarso. E ciononostante, a destra come a sinistra, gran parte dei politici sembrano temere di scontentare l'elettorato cattolico e si accapigliano per conquistarne i voti. E il restante 70%? Conta meno, interessa meno? Eppure ci siamo. Svegliamoci! Svegliamo le nostre coscienze assopite dall'illusione di non dover più rimettere in discussione certi diritti; svegliamo le nuove generazioni, apparentemente inconsapevoli della posta in gioco; chiamiamo a raccolta gli uomini di buona volontà per lottare con noi.BR bLe compagne del Pdci /bPavia BR BR Il portafoglio ritrovatoBR fa ben sperareBR BR Giovedi della scorsa settimana alla stazione metro di Cernusco ho smarrito il porta documenti contenente, tra l'altro, diverse centinaia di euro. Disperato ho contattato il titolare del bar dove avevo acquistato il biglietto ma non ha trovato nulla neanche nei cestini. In serata mi ha chiamato Fabrizio, un carabiniere della stazione di Gorgonzola, per comunicarmi che sua moglie Maria Grazia aveva trovato il mio portafoglio con tutto il suo contenuto.BR Incredulo ho potuto recuperare soldi e documenti.BR Dobbiamo essere ottimisti perchè nella nostra società ci sono ancora persone oneste.BR bGigi Astroni /bvia e-mail