Amore e soldi dietro gli omicidi di Pistoia

bPISTOIA./bb Tutti rei confessi gli autori dei due omicidi avvenuti nella notte tra giovedi e venerdi nella provincia di Pistoia. Andrea Falaschi, 35 anni, piastrellista, è stato incastrato dai frammenti di vetro della bottiglia che ha utilizzato per spaccare la testa a Oksana Auskelyte, la ballerina lituana di 27 anni uccisa e messa dentro una valigia buttata poi in un cassonetto a Serravalle Pistoiese.BR /b Il medico legale ha trovato nella ferita sul cranio della donna frammenti di vetro risultati uguali a quelli trovati nell'appartamento di Falaschi e sfuggiti alla pulizia compiuta dall'uomo per cancellare le tracce dell'omicidio. Falaschi, fermato nel suo appartamento di Montecatini e accompagnato in questura a Pistoia, ha confessato. Lui avrebbe voluto lasciare la ballerina, conosciuta 20 giorni fa, ma lei lo ha minacciato di rendere noto il legame alla fidanzata di lui. Falaschi avrebbe perso la testa e prima l'ha colpita con la bottiglia ferendola alla testa, poi l'ha accoltellata sotto il seno sinistro e infine l' ha strozzata con la corda usata per fermare i due sacchetti di plastica con i quali intendeva evitare che il sangue lasciasse tracce. Diversa la versione fornita agli inquirenti dalle compagne di Oksana: lui era gelosissimo della ragazza e molto possessivo.BR bAnziano ucciso nel giardino./b A beffare i quattro accusati (tra loro un minorenne albanese) dell'omicidio di Michele Galdi, 84 anni, campano residente da anni a Monsummano, è stato - involontariamente - uno dei componenti della banda e la bravura del maresciallo dei carabinieri che ne ha riconosciuto la voce registrata negli archivi del 118 (i tre adulti sono residenti a Monsummano). Trovato l'anonimo che la notte tra giovedi e venerdi ha chiamato il 118 per avvisare che in una rissa era «morto un omino», i carabinieri l'hanno fatto confessare: ottenuti i nomi dei componenti della banda, ne hanno arrestati altri due. Il quarto è stato arrestato a Frosinone mentre cercava di tornare in Sicilia con una valigia carica di armi rubate. Uno dei tre adulti, non sono stati forniti i nomi, conosceva molto bene Michele Galdi e ne frequentava la casa. Sapeva che Galdi aveva accumulato un bel po' di soldi con traffici illeciti. Cosi ha deciso di prendere quel denaro e insieme ai suoi tre complici ha attirato Galdi fuori casa. Le intenzioni, secondo quanto i tre hanno confessato ai carabinieri, erano quelle di spaccare le gambe a Galdi per costringerlo a dire dove nascondeva i soldi. Hanno finito per spaccargli la testa con una spranga di ferro.BR