«Il Kosovo è un'arma carica»
b BELGRADO. /bNuovo monito di Mosca all'Occidente. Un consigliere del presidente Vladimir Putin ha affermato che il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo equivale a caricare un'arma e rafforzerà inevitabilmente il terrorismo. «Con il Kosovo ora è stata caricata un'arma e nessuno può prevedere quando riecheggerà il colpo», ha affermato Anatoly Safonov, inviato di Putin per la cooperazione internazionale nella lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato, in un'intervista all'agenzia Interfax. L'esperto ha affermato che i «jihadisti del terrore» rimasti finora sotto copertura in Kosovo potranno uscire allo scoperto: «Molti Paesi ritengono che separatismo e terrorismo siano anelli della stessa catena. È chiaro che le pulsioni terroristiche si rafforzeranno e il già traballante diritto internazionale non potrà che risentirne». Intanto centinaia di migliaia di russi sono scesi in piazza a Mosca per manifestare contro «l'aggressione» della Nato e contro l'indipendenza del Kosovo, in occasione del 90º anniversario della fondazione dell'Armata Rossa.BR La stampa di Belgrado ha riferito che era di un giovane profugo serbo-kosovaro il corpo carbonizzato trovato all'interno dell'ambasciata statunitense nella capitale della Serbia, messa a ferro e fuoco giovedi sera durante le manifestazioni contro l'indipendenza della provincia.BR Manifestazioni di gioia da parte della maggioranza di etnia albanese, risentimento da parte della minoranza serba, che però non è sfociato finora in azioni ostili. Questa la situazione nell'Ovest del Kosovo, dove è presente il contingente italiano inquadrato nella missione Nato K-for. Naturalmente, fanno sapere fonti militari, «dopo la proclamazione dell'indipendenza, l'attenzione da parte nostra è ancora più alta, ma non ci sono, per ora, segnali che indichino una crescita delle ostilità».BR