Udace, a Pavia funziona

BR b PAVIA./bb Il presidente dell'Udace provinciale, Ezio Poltronieri, non ci gira tanto attorno: il problema del doping esiste anche tra gli amatori. «Ma è un fenomeno assolutamente minoritario, ai controlli effettuati la scorsa stagione nel nord Italia nessuno ciclista Udace è stato trovato positivo. Il discorso cambia in campo professionistico: basta leggere i giornali per rendersene conto...». Che il problema esista anche in ambito amatoriale, è indubbio: «Doparsi per una medaglietta d'oro o per una borsa piena di roba da mangiare - aggiunge Poltronieri - è un'idiozia, una forma di ignoranza totale. Per fortuna il movimento è sano, al 99 per cento composto da persone con la testa sulle spalle».BR /b Un movimento sano l'Udace in provincia di Pavia, dove più di 2.000 sono i tesserati. Ventiduemila invece i ciclisti, agonisti e non, che prendono parte alla stagione promossa dal comitato provinciale presieduto da Poltronieri. Ventiduemila, molti dei quali provenienti da altre regioni. Un piccolo esercito di partenti che si spalma perlopiù sulle agonistiche, 17mila per 100 corse, 5mila invece i partecipanti alle 27 cicloturistiche. Una stagione di corse e di divertimento per i duemila tesserati Udace della nostra provincia, che la domenica scelgono la bicicletta per restare in forma, ma anche per testare i propri limiti. Perché è evidente la serietà con cui gli amatori si allenano e gareggiano. «Non c'è movimento più eterogeneo del nostro, tra gli iscritti ci sono avvocati e operai, medici e rappresentati di commercio, uno spaccato fedele della nostra società», osserva Poltronieri. Tutti accomunati dalla passione per il ciclismo. «A Pavia il movimento Udace è molto vivace, i numeri sono li a testimoniarlo - dice ancora il presidente Udace - , collocandosi a livello nazionale tra i primi sette comitati dietro quelli veneti come Verona e Vicenza e dietro Milano e Bergamo». Un movimento eterogeneo sul piano sociale, abbastanza omogeneo, invece, su quello anagrafico: «Lo zoccolo duro è composto dagli atleti d'età compresa tra i 35 e i 60 anni». Poche le donne: «Le iscritte sono soltanto una trentina, credo che le adesioni siano frenate dal fatto che devono gareggiare insieme con i maschi nella categoria Supergentleman». Ecco le categorie, che dividono, per fasce d'età, i bikers Udace. Vediamole. Debuttanti dai 15 ai 18 anni, Cadetti 19-26, Junior 27-33, Junior 34-39, Veterani 40-47, Gentleman 48-55, Supergentleman 56-70. La maggior parte degli iscritti parte dunque dalla Junior per approdare nei Supergentleman. Un piccolo esercito di bikers pronti a scattare già domani, con la prima gara della stagione, il cui fiore all'occhiello è il campionato italiano e regionale crono squadre in calendario il 29 giugno a Bressana. Un piccolo esercito in cui all'amatore desideroso solo di passare qualche ora di divertimento in sella alla propria bici si affiancano atleti dal profilo agonistico rilevante. «Penso a ciclisti come Rezio Grecchi, Davide Bertoni e Franco Toia», conclude il presidente dell'Udace provinciale Poltronieri, che auspica maggiori controlli in chiave antidoping.BR

Pier Angelo Vincenzi