Berlusconi: se pareggio, si a larghe intese
BR bROMA. /bb «Il Pdl è al 46% e vincerà ma in caso di pareggio proporrremo di fare una grande coalizione perché il paese ha bisogno di una vasta concordia». E se la vittoria del centrodestra fosse schiacciante? «Con l'opposizione continueremo il dialogo sulle riforme». E' un Silvio Berlusconi ottimista ma nello stesso tempo prudente quello che si presenta negli studi di Matrix e, in attesa di avere una ampia maggioranza, fa capire di aver pronto anche un pianio «B» e cioè l'ok ad un futuro governo delle larghe intese.BR /b «Offriremo alla sinistra la possibilità di lavorare insieme» spiega il Cavaliere che, per questa campagna elettorale, preferisce non affrontare i duelli in Tv: «I candidati premier sono troppi e i confronti, ben 64, sono impossibili».BR Berlusconi, insomma, non se la sente di affrontare i faccia faccia con il «giovane» Veltroni o con gli altri candidati premier ma ammette che il leader del Pd è un «ottimo comunicatore» perché «riesce a dare l'illusione che tutto il passato non esista più e che ciò che ha fatto Prodi non lo riguardi». Poi dà il benservito a Casini che ha «divorziato» dai suoi elettori e per risolvere il rebus Sicilia, ascolta il «suggerimento» di Gianfranco Miccichè. Quindi fa saltare il mezzo accordo raggiunto nei giorni scorsi con il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, e prova a giocare la carta Stefania Prestigiacomo.BR L'ex ministro per le Pari opportunità potrebbe infatti essere la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Sicilia. «Stiamo conversando con le parti, il dialogo è molto costruttivo e spero che si arrivi ad una soluzione positiva» dice il Cavaliere negli studi di Canale 5.BR Berlusconi si mostra ottimista e il primo bersaglio che intende colpire non è Veltroni che vorrebbe andare al confronto in Tv («Per farlo bisogna essere in due...») ma quel Pier Ferdinando Casini che ha osato non piegare la schiena e che adesso potrebbe togliergli un bel po' di voti. Quindi ricorda che il rapporto «non positivo» con il leader dell'Udc è cominciato nel lontano 1994 e aggiunge che il Popolo della Libertà è nato alla manifestazione del Polo contro Prodi che si svolse il 2 dicembre del 2006 a piazza San Giovanni: «C'erano anche le bandiere dell'Udc e Casini fece il primo divorzio dai suoi elettori».BR Il Cavaliere annuncia che nelle liste del Pdl ci sarà Lamberto Dini ma non Clemente Mastella al quale riconosce il merito di aver fatto cadere Prodi («gli siamo riconoscenti») ma non risparmia critiche al vetriolo: «Abbiamo commissionato dei sondaggi dai quali si evince che gli elettori non accettano un certo tipo di politica...».BR Prima di illustrare il suo programma di governo, Berlusconi nega di avere intenzione di andare in futuro al Quirinale («Non è un palazzo verso il quale ho ambizioni di sorta») e poi annuncia che in caso di vittoria, Lucio Stanca sarà riconfermato ministro della Funzione Pubblica e il Ponte sullo Stretto si farà.BR Il riferimento al Ponte non è casuale visto che la delicata partita per la presidenza della Regione Sicilia è ancora aperta. Il colpo a sorpresa della Prestigiacomo ha infatti peggiorato il quadro. Il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, ha ripetuto anche ieri l'intenzione di tirare dritto senza rinunciare all'appoggio dell'Udc di Cuffaro. «Prima di tutto viene la Sicilia. Il resto verrà di conseguenza. Non abbiamo accettato i veti dell'uno contro l'altro. E se gli uni (gli esponenti di Forza Italia ndr) non vogliono stare con gli altri (quelli dell'Udc ndr), accetteremo comunque quanti vorranno seguirci. Insomma - avverte il leader siciliano - non recediamo neppure di un passo». Questo vuol dire che se non ci saranno sorprese, alle elezioni politiche il Cavaliere dovrà rinunciare ai voti dell'Mpa che sarebbero necessari per conquistare il premio di maggioranza al Senato.BR
Gabriele Rizzardi