«Vogliamo certezze dal pc di Alberto»
bGARLASCO. /bb«Se ha lavorato al computer la mattina del delitto, Alberto dimostri esattamente per quanto tempo lo ha fatto, in relazione a quando è morta Chiara. E soprattutto 'dove" ha lavorato al pc, trattandosi di un portatile. Altrimenti l'alibi vacilla». L'avvocato dei Poggi, Gianluigi Tizzoni, commenta la memoria della difesa. Il contenuto non è noto integralmente: ma i legali di Alberto - accusato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi - dicono di poter provare che la mattina del 13 agosto ha aggiunto 4 pagine alla tesi, usando il computer in casa sua.BR /b Premessa: secondo il medico legale incaricato dalla procura, Chiara Poggi è morta fra le 10.30 e le 12 del 13 agosto. Più probabilmente, fra le 11 e le 11.30. Partendo da questo dato, «la difesa deve dimostrare che il ragazzo ha usato il computer non solo genericamente 'nella mattinata", ma in una precisa fascia oraria», dice Tizzoni. Che le pagine aggiunte alla tesi fra il 12 e il 14 agosto siano quattro dice poco, di per sé. «Si deve valutare il tempo necessario per scriverle, in relazione al contenuto».BR E' da dimostrare poi che Alberto abbia usato il pc restando in via Carducci, mentre Chiara veniva uccisa in via Pascoli. «Solo un collegamento ad Internet, da una linea telefonica fissa, darebbe la certezza del luogo in cui il pc è stato usato in un certo momento», commenta Tizzoni. Per questo, però, basterebbero i tabulati telefonici.BR bPer la difesa, computer usato fra le 9.30 e le 12.30. /bLa sera prima del delitto, all'ora di cena, la tesi di Alberto salvata sul computer era lunga 151 pagine. Il 14 agosto mattina - dal primo pomeriggio del 13 fino ad allora, Stasi è rimasto in caserma- quando il pc è stato consegnato ai carabinieri, le pagine erano 155.BR Lo stesso Alberto dice di aver lavorato alla tesi a casa di Chiara, il 12 agosto dopo cena. «Possiamo provare che ha utilizzato il pc anche la mattina dopo, fra le 9.30 e le 12.30, continuativamente», dicono i legali di Stasi. Secondo i carabinieri dei Ris, consulenti dell'accusa, la prima accensione del pc, la mattina del 13 agosto, è delle 9.36. Ma il computer sarebbe stato effettivamente usato solo tre minuti, per visionare una foto osé. Poi sarebbe stato acceso ancora fra le 10.15 e le 12.30, senza registrare operazioni.BR bChiara è morta di prima mattina? /bLa stessa difesa, però, da indiscrezioni sulla perizia scientifica che verrà depositata in procura, anticiperebbe l'ora del decesso alle 9-9,30. E questo non combacia perfettamente con gli orari indicati per l'uso del pc da parte di Alberto. Mai suoi legali hanno anticipato che l'alibi del ragazzo non si basa solo sul computer in sé. I dati informatici vanno incrociati con altre informazioni raccolte, e verifiche effettuate dalla difesa e dai suoi periti. Vale la pena ripeterlo: la difesa punta ad ottenere comunque la nullità degli accertamenti fatti dai Ris sul computer, perché non eseguiti alla presenza dei consulenti di difesa e parte lesa. Il gip del tribunale di Vigevano aveva comunque respinto una richiesta di incidente probatorio, presentata dal legale che in un primo tempo aveva rappresentato la famiglia Stasi. Il giudice non ha ritenuto 'irripetibili" gli accertamenti sul pc.BR