Imparare il braille per aiutare gli altri

b PAVIA./bb Le classi quarte e quinte dell'indirizzo sociale del Cossa hanno affrontato un percorso di trenta ore per imparare, con Nicola Stilla, presidente del consiglio regionale lombardo dell'Unione Ciechi e Ipovedenti, il linguaggio Braille. Gli istituti tecnici prevedono in quarta e quinta sei ore obbligatorie alla settimana di avvicinamento al mondo del lavoro e all'istituto Cossa la varietà è ampia: al sociale, infatti, oltre alle lezioni di Braille si svolgono ore di lezione di linguaggio Liss per i sordomuti, di musicoterapia, di animazione per anziani, di ippoterapia e cosi via. Il Cossa è il primo istituto della zona ad avere inserito in tutti i curricula esperienze dirette con esperti del settore. Il Braille è uno dei pochi linguaggi completi per non vedenti e si basa su combinazioni di sei puntini in una casella rettangolare.BR /b I ragazzi del Cossa hanno imparato a scrivere con la tavoletta Braille e a leggere la scrittura: «A loro potrà tornare molto utile - commenta Nicola Stilla - se dovranno avere a che fare con bambini non vedenti o insegnare loro. E' ovvio che, mentre chi non vede legge con il tatto, i vedenti leggono il Brail con la vista». Gli studenti si sono appassionati moltissimo allo studio di questo particolare tipo di scrittura e, ora che sono alla fine del corso, leggono e scrivono correttamente in Braille. Durante il corso sono previste anche due giornate nell'aula informatizzata dell'istituto ciechi di Milano per conoscere meglio le attrezzature per ipovedenti e non vedenti. I ragazzi sono cosi interessati ad avvicinarsi al mondo dei non vedenti da aver chiesto all'insegnante di organizzare un pranzo al buio: «Probabilmente si farà - prosegue Stilla - abbiamo pensato di coinvolgere i ragazzi dell'alberghiero per quanto riguarda la cucina e oscureremo completamente un'aula che farà da sala da pranzo al buio». La preside dell'istituto, Alba Tagliani, è molto soddisfatta per gli esiti della collaborazione: «I nostri ragazzi in questo modo acquisiscono delle vere e proprie competenze che arricchiscono il loro curriculum: ecco perché, usciti dal nostro istituto, quasi tutti trovano subito un'occupazione». (g.cimp.)BR