Il Pd giubila De Mita e lui sbatte la porta
bROMA./bb Ciriaco De Mita non ci sta e alla richiesta di non ricandidarsi a Montecitorio, dopo 45 anni ininterrotti, sbatte clamorosamente la porta del Pd e annuncia: «Mi sento insultato, me ne vado ma farò ancora politica, contro di voi». Ma la grana De Mita non è l'unica della giornata per i Democrat: i radicali fino a tarda sera sono in dubbio se accettare o meno l'offerta ricevuta dal Pd. Nove parlamentari, Bonino ministro in caso di vittoria, il 10% dei rimborsi elettorali e visibilità tv negli spazi del Pd. Un'offerta considerata troppo generosa dall'ala cattolica del Pd e dai cattodem che si scontrerebbe con il no di Marco Pannella. L'ottantenne De Mita non è la sola vittima «eccellente» del rinnovamento delle liste voluto da Walter Veltroni.BR /b E approvato ieri all'unanimità dal coordinamento dei democratici, insieme al programma che verrà illustrato oggi. Il bel gesto di Romano Prodi e di Giuliano Amato che si sono autoesclusi dalla corsa è stato seguito da Vincenzo Visco e da Roberto Pinza che hanno rinunciato a candidarsi e sono stati elogiati pubblicamente per la loro generosità dal leader democratico. Sull'altare del rinnovamento saranno 67 in tutto gli uscenti. Ognuno di loro potrà chiedere una deroga entro venerdi ma il loro destino sarà deciso solo da Veltroni. Del resto il Pd ha confermato l'esclusione dei parlamentari che hanno tre legislature alle spalle. La rottura con De Mita che potrebbe essere decisiva per la nascita di una forza di centro e la trattativa con i radicali in alto mare fino a tarda sera impensierisce non poco il vertice Pd. Interrogato su un suo eventuale ritiro dalla scena politica l'anziano leader di Nusco è netto: «Quando morirò farò il mio ultimo comizio elettorale». «Le regole valgono per tutti, De Mita ha già fatto 44 anni e nove mesi in parlamento ed è giusto dare spazio ad altri, visto che l'impegno politico non è legato solo al Parlamento», replica Veltroni. Il leader Pd approfitta del capannello dei cronisti che lo aspetta per respingere l'accusa del Pdl di aver copiato il loro programma: «Se è lo stesso perchè lo criticano?» chiede.BR Confermata la presenza del 30% di donne, Veltroni anticipa che a ogni candidato verrà chiesto un forte contributo economico. «Nessuno si aspetti di essere portato in Parlamento in carrozza», avverte l'ex sindaco di Roma augurandosi che i candidati seguano il suo esempio e battano il territorio a bordo di un pullman.BR Quanto all'alleanza con i radicali l'ultima offerta è quella formulata da Goffredo Bettini ieri pomeriggio. «Se i radicali accettano bene altrimenti non se ne fa nulla perchè il Pd non è disposto ad attendere ancora e la campagna elettorale è già cominciata», avverte Veltroni, invitandoli a decidere in fretta. Alle 19 a largo Argentina Marco Pannella convoca il vertice del partito. Cappato e Bernardini, interrogati sull'offerta di Bettini, anticipano di trovare incomprensibile il no del Pd al sostegno di una loro lista. A Clemente Mimun direttore del Tg5 che gli chiede il perchè del si a Di Pietro e del no a Bonino Veltroni spiega: «Si sta discutendo della possibilità di fare un accordo ma quello che non voglio fare è una coalizione perchè la nostra novità è proprio questa: votando per noi c'è la garanzia c'è una soluzione unitaria».BR