Un regalo di San Valentino per Chiara
bGARLASCO. /bbUn 'bacio" Perugina per Chiara, davanti alla sua foto nella tomba di famiglia. Pochi giorni fa, il 14 febbraio, era San Valentino. Il 13 febbraio ricorrevano i sei mesi dall'omicidio Poggi. Ieri, facendo visita alla figlia, i genitori hanno trovato il cioccolatino simbolo degli innamorati. E altri piccoli doni anonimi, lasciati nell'ultima settimana al cimitero di Pieve Albignola. Una rosa a gambo lungo con il nastro in tinta. Due angioletti canterini 'Thun" in legno, per far compagnia a quelli di ceramica. E un bouquet di fiori tutti rosa, in diverse sfumature.BR /b Lasciando un 'bacio" di cioccolato a Chiara, chi l'ha portato ha scelto la foto più recente, fra le due posate sulla mensola di marmo bianco. Chiara ha i capelli scuri scalati intorno al viso, lo sguardo azzurro luminoso e consapevole, il sorriso di una donna. Non si sa, hanno detto i genitori, chi abbia scattato e poi donato questa immagine, già incorniciata. Giuseppe e Rita l'hanno messa accanto all'altra fotografia portata da loro: Chiara con l'aria più ragazzina, canotta bianca e capelli raccolti, nell'estate 2003. Una vacanza al mare con le amiche, appena prima di fidanzarsi con Alberto Stasi, accusato di averla uccisa.BR bUn piccolo cuore azzurro. /bIntorno alle cornici, la mensola è affollata di piccole testimonianze affettuose, doni per la ragazza massacrata a 26 anni nella sua casa di via Pascoli. Ci sono i micini di peluche, mandati da una cugina che vive a Milano: uno grigio scuro e uno rossiccio, come i gatti che Chiara adorava, Piuma e Minou. Una nuova candela di Lourdes, un rosario.BR Appeso alla grata in ferro battuto, un cuoricino dipinto a mano, altro dono appena arrivato. E' fatto con il 'das": ha un piccolo foro per far passare il nastro, la scritta 'Ti vogliamo bene" e sotto due iniziali maiuscole: P.N. Di chi potrebbero essere? E chi è il mittente di quel 'bacio", avvolto nella carta con le stelline? «Non so, e non lo immagino», rispondeva ieri mamma Rita, sistemando con la solita attenzione affettuosa i fiori e i doni per la figlia insieme al marito. Seduto sul marciapiede, gentile e silenzioso, anche il fratello Marco, 19 anni. Resiste un po' davanti alla tomba della sorella, poi si allontana. Futuro ingegnere, calciatore dilettante, è al primo anno di università. «Ha dato i primi esami, ancora non sappiamo il risultato», spiega la mamma. Di Chiara, Marco parla poco. Della sua assenza soffre molto. Anche per lui, elaborare il lutto è fatica crudele e quotidiana. «Marco è riservato - dice la madre - ha molto pudore dei suoi sentimenti, come ne aveva Chiara». Per i famigliari orfano di lei, la riservatezza è un modo di vivere la quotidianità, dopo la tragedia che ha cambiato per sempre le loro vite. Da allora i Poggi vivono a Gropello, nella casa della nonna materna di Chiara. Perchè la villa di via Pascoli a Garlasco, dove è avvenuto il delitto, è ancora sotto sequestro. «Ci sostengono amici e parenti, in casa stiamo ben poco. Accettiamo gli inviti di chi ci vuol bene».BR C'è il lavoro, le commissioni, le visite al cimitero. Il tempo che resta si cerca di trascorrerlo fra gli affetti più cari. Ma alla fine di ogni giorno arriva la notte, quando c'è il tempo per ricordare e pensare. La ricorrenza dei sei mesi è arrivata ed è passata, diceva ieri mamma Rita, con gli occhi luccicanti e il magone nella voce.BR